Il Tirreno

Lucca

«Ora dobbiamo recuperare credibilità»

di Nicola Nucci
«Ora dobbiamo recuperare credibilità»

Giovanni Galli difende la scelta di richiamare Baldini, sulla cacciata di Lopez: «Fossi stato in malafede avrei atteso Ancona»

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LUCCA. Giovanni Galli difende tutto a spada tratta: il progetto, la squadra e Francesco Baldini. Nonostante il ritorno del tecnico di Massa alla Lucchese abbia suscitato polemiche e perplessità tra i tifosi e il progetto sia di fatto "abortito" dopo otto giornate (5 sconfitte e una squadra smarrita). Ma il direttore generale rossonero (contratto fino al 2017) difende le scelte di richiamare il tecnico esonerato dopo tre mesi con la squadra scivolata nel vortice dei playout e di "cacciare" Lopez, anche se i risultati erano dalla parte del tecnico romano. Lo ha fatto in una lunga conferenza stampa, mentre Baldini, dopo avere salutato cordialmente i giornalisti, ha dato appuntamento a venerdì per la sua presentazione.

Così l'ex portiere della Nazionale ha risposto ai "capi d'accusa" sollevati dai tifosi, preoccupati per la brutta piega che ha preso la stagione. A partire da Baldini. «Mi assumo tutte le responsabilità di questa scelta – esordisce il Dg con tono pacato – l’obiettivo era stare nella parte sinistra classifica e puntare ai play off se le squadre davanti avessero rallentato. Ma l'inizio è stato negativo e abbiamo deciso di cambiare allenatore. Perché ho richiamato Baldini quando il nuovo allenatore ha riportato la squadra a metà classifica? Lopez, con la sua grande professionalità ha dato ordine alla squadra e, fino a dicembre, buoni risultati. In seguito abbiamo alzato la qualità, ma a gennaio e febbraio non c'è stato un cambio di passo e ho ritenuto di tornare al progetto iniziale. Non abbiamo fatto questa scelta per risparmiare, Baldini aveva rescisso e gli abbiamo fatto un nuovo contratto alla stessa cifra, ma perché crediamo sia un grande uomo e un grande allenatore. Ora in queste ultime partite deve dimostrarlo. Se ho pensato alle dimissioni? Non è il contratto che mi lega a Lucca. Se non fossi convinto del progetto non rimarrei qui. A Verona, quando il presidente esonerò Sarri, sono andato via nonostante un accordo triennale».

Galli non vuole entrare nel merito dei rapporti con Lopez: «Se fossi stato in malafede avrei atteso Ancona, una gara difficile, ma i segnali negativi sono iniziati molto prima. Alcune cose che ho letto poi non mi sono piaciute».

Le prossime dieci gare saranno un banco di prova. «Tutti siamo sotto esame», taglia corto il dirigente rossonero. A dare la svolta, conla Lucchese a due punti dalla zona calda dei playout, tocca a Baldini. E l'inizio (3-0 ad Ancona) non è stato incoraggiante. «Era al debutto e forse l'ho caricato di troppe responsabilità e aspettative. Ora ha studiato molto e riflettuto a fondo sugli errori. Dobbiamo scrollarci di dosso la paura».

A chi fa notare che gli attaccanti segnano col contagocce (a parte Terrani e Fanucchi con 7 gol) ribatte che «gli attaccanti devono essere serviti meglio». A questo punto però bisogna essere chiari, l'unico obiettivo è la salvezza: «I numeri sono numeri, ma non dirò mai che lottiamo per la salvezza – dice stizzito – anche se gli obiettivi prefissati sono falliti e dobbiamo recuperare la credibilità persa nei confronti della piazza».

Il futuro? Bacci ha detto di volere puntare alla promozione. Galli è più cauto («Dobbiamo ripartire da questa base e migliorare»). Sulla squalifica fino al 15 marzo, per le proteste dopo un evidente rigore negato ad Ancona, Galli annuncia ricorso (« Non ho detto nulla di offensivo»). Il giudice ha anche squalificato per 2 turni Bianconi e per uno Lorenzini.

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