Il Tirreno

Lucca

Paola Cecchini, da 55 anni anima lucchese del tennis

di Valter Nieri
Paola Cecchini, da 55 anni anima lucchese del tennis

La storia di una campionessa che ha praticato questa disciplina quando ancora si giocava con la racchetta in legno e le partite non prevedevano il tie-break

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LUCCA. Una vita dedicata al tennis, prima a livello agonistico poi dirigenziale e infine alla crescita educativa dei giovani tennisti. Questa è la storia di Paola Cecchini, presidente dell'Asd Circolo Tennis Lucca dal 1998 che dedica le sue giornate a occuparsi della gestione delle 24 squadre iscritte nelle varie categorie che vanno dagli Under 10 alla prima squadra femminile di serie B.

Una vera e propria animatrice di questo sport che vanta circa 250 soci nel Circolo di Vicopelago.

Settant’anni e non sentirli. Paola Cecchini ha da poco compiuto 70 anni e da 55 si occupa di tennis, uno sport che rappresenta per lei amore e voglia di uscire dagli schemi, come quando giocava. Cresciuta in una famiglia di sportivi - suo padre Ascanio era un dirigente della Lucchese ai tempi del presidente Della Santina - impugnò la racchetta all'età di 15 anni disputando il primo incontro ufficiale nei campi del Porta Elisa: il suo primo allenatore fu Mino Mini, lo stesso custode dello stadio.

«Alternavo il tennis allo sci - racconta Paola Cecchini - e me la cavavo in entrambi gli sport. Dopo la prima sconfitta nell'esordio affinai la mia tecnica. Ero cocciuta, sapevo di possedere un buon dritto e di poter migliorare. I tecnici Bertolucci prima e Taddei dopo mi aiutarono molto».

E i risultati non tardarono ad arrivare: vinceva tornei ovunque fino a che passò in seconda categoria con la Virtus Bologna allenata da Ferruccio Bonetti.

«Erano anni difficili durante i quali ho sacrificato molto tempo ad allenarmi. Nel frattempo mi diplomai all'istituto d'arte di Lucca e iniziai a insegnare nelle scuole medie superiori Educazione Artistica. Il mio primo posto fisso fu a Castiglione di Garfagnana, rimasi incantata dalla bellezza di quel paesaggio e quando sono stata trasferita sono comunque rimasta nella Media Valle e Alta Garfagnana. Insegnavo a Castelnuovo, Barga, Borgo a Mozzano.

Campionessa toscana. Il pomeriggio mi trasferivo a Bologna per allenarmi e la sera andavo a ballare. Dormivo pochissimo. Ho vinto tanti campionati toscani. Nel ’72-’73 passai al C.T. Firenze, allora una delle società tennistiche più blasonate e i risultati continuarono ad arrivare. Il tennis allora era completamente diverso da oggi. Innanzitutto non c'era il tie-break e gli incontri erano interminabili, poi giocavamo con racchette di legno alla grafite, la palla era meno veloce. La mia specialità era la smorzata a rete, un colpo prezioso ma poco sfruttato dalle tenniste di oggi. Ora anche in allenamento si preparano a produrre colpi aggressivi e potenti da fondo campo, si allenano nel tenere la palla in campo. Negli anni ’70 invece il tennis era vocazione allo spettacolo, con giocatori preparati meglio tecnicamente e meno a sfruttare la potenza». Paola Cecchini ricorda bene le sue avversarie: «La principale, con la quale ho conservato nel tempo una vera amicizia, è stata Anna Taddei, oggi responsabile del Tennis Zara al "Secco"di Lido di Camaiore. Ci dividevamo i successi in finale del campionato toscano, con incontri durati anche 4 ore e mezzo, perché ripeto non c'era il tie-break».

Racchette spaccate. Ma Paola Cecchini era una tennista capace di divertire il pubblico e non solo per la sua tecnica. «Non nego che avevo un caratterino - racconta ancora Paola Cecchini - spesso spaccavo la racchetta al suolo o la facevo volare fuori del campo di gioco. Dopo questo sfogo, che era in quel momento necessario per me, giocavo bene e riuscivo a raggiungere la concentrazione giusta e l'equilibrio mentale». A dicembre del ’75 per Paola Cecchini arriva una svolta importante. Si unisce in matrimonio con Leo Cattani, dà alla luce il primo figlio e il tempo da dedicare al tennis è sempre di meno.

A Vicopelago poi fonda il Circolo Tennis Lucca assieme a un gruppo di lucchesi fra i quali Paolo Guidotti, Maglio Guerrieri, Renato De Cesari, Alberto Cecchini (suo fratello prematuramente scomparso nel ’77) e Dino Catelli. Quindi rallenta la sua attività agonistica e dopo la morte di suo fratello Alberto organizza annualmente un trofeo in sua memoria.

A Paola Cecchini si deve anche la fondazione della scuola di addestramento di tennis e la finale dei campionati nazionali di seconda categoria nel 1974. Per lungo tempo è stata giudice e arbitro regionale, allenatrice e istruttrice. Poi nel 1987 viene abbagliata da una scintilla che la riporta ai Tornei Lady 40 vincendo a Milano Marittima la finale per il titolo italiano. E vince anche il doppio in coppia con la Beltrame. Nel 2007 si ripete aggiudicandosi il titolo Lady 60. Poi l'addio definitivo allo sport agonistico. Oggi, all'età di 70 anni, è un punto di riferimento per tutto il movimento tennistico lucchese.

Pochi campi da tennis. Quest'anno, nel campionato di serie B che inizierà a marzo, la squadra femminile punterà alla promozione in A2. Una squadra forte formata dalle stelle nascenti del tennis italiano Jessica e Tatiana Pieri e Jasmine Paolini, Anna Giulia Remondina, Costanza Politi, Bertolucci e Puccinelli. Paola Cecchini a 70 anni di età è ancora motivata a fare molto per il tennis. «Lo scopo del circolo - conclude Cecchini - è l'amore per la città e la nostra amministrazione comunale dovrebbe creare campi da gioco da mettere a disposizione dei giovani e degli amatori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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