Il Tirreno

Lucca

GhiviBorgo, Volpi segretario factotum

di Michele Citarella
GhiviBorgo, Volpi segretario factotum

Amico di D’Arrigo, ex calciatore e allenatore dilettante è l’anima della società

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LUCCA. Cosa c’è dietro ad una documentazione ben preparata, un bilancio correttamente presentato alle autorità competenti e ad una festa di presentazione di squadra curata al minimo dettaglio? La passione e la serietà con cui Emilio Volpi svolge il ruolo di segretario del GhiviBorgo sono armi che aiutano la società a cullare il sogno di giocare tra i professionisti. Volpi è più di un semplice segretario: il suo ruolo ha uno spessore più elevato di un burocrate dietro ad una scrivania e immerso tra le carte. Dipendente della Comunità Montana della Media Valle e originario di Fornaci abita a Ghivizzano dopo il matrimonio e nel club è stato anche calciatore e direttore sportivo. «Il primo contatto con la società, allora denominato soltantoGhivizzano, inizia nel 1978 quando da calciatore entro nella rosa della squadra all’età di 22 anni. La squadra faceva la Seconda categoria, rimasi 3 stagioni nel ruolo di libero prima di andare a Coreglia e a Fornaci. Tornai a Ghivizzano dopo aver appeso le scarpette al chiodo e dopo aver allenato i giovani del Valdottavo e il Castiglione, all’epoca militante in Seconda categoria. Il mio nuovo ruolo era quello di direttore sportivo, con mister Frediani allenatore». Il punto più alto lo spareggio a Castelnuovo contro il Gorfigliano perso di misura e che sancì il mancato salto in Prima categoria. Dopo una parentesi con il settore giovanile del Fornaci, Volpi torna alla base, stavolta per non andarsene più. «Era un anno difficile per il calcio in provincia. La Lucchese fallì ripartendo dall’Eccellenza, il Ghivizzano era in Prima categoria, io tornai per fare il direttore sportivo con Morganti e Remaschi. Allenatore Gianpiero Vanni». Inizia la serie di importanti successi, che porta la squadra dalla Prima categoria all’Eccellenza. Segue poi la fusione con il Borgo a Mozzano e la fantastica annata 2014 – 2015, finita al termine del mese di giugno con il doppio confronto con il Ravenna. Volpi quei momenti li ha vissuti in prima persona: «Non sono al centro del mercato, ma in quelle settimane il daffare non è mancato: rapporti con prefettura e questura, contatti continui con la Figc e le società avversarie in merito a divieti di tifosi, autorizzazioni e simili». Ci sono state poi le trasferte, altra “voce” che ha visto Volpi in prima fila: «Le trasferte di Ravenna e contro il Castiadas sono state impegnative, ma sono rimaste memorabili: in Sardegna la squadra partì con l’aereo, io ed altri sei dirigenti partimmo con la nave su cui caricammo un pulmino pieno di tutto l’occorrente per la partita. Quattro giorni di viaggio dedicati al GhiviBorgo ampiamente ripagati». E ora il sogno della Lega Pro. «Avevamo programmato di far bene: il percorso in cui ci troviamo è frutto di un lavoro e non certo di improvvisazione. L’impegno in Serie D è importante, ma con passione e buona volontà si può far tutto. Il sogno i nel cassetto? Spero che a livello di scuola calcio ed esordienti ci possa essere maggiore unione di intenti tra le varie realtà della Valle del Serchio. Evitare la diaspora dei nostri calciatori, che fin da piccoli, per andare in società di una certa ambizione, devono emigrare altrove».

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