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Poli, il saggio del ciclismo vissuto nel mito di Coppi
Da corridore vinse due gare negli allievi, ma capì subito di non avere talento È stato il primo ds lucchese delle due ruote e ha scoperto il danese Marcussen
LUCCA. Pier Luigi Poli è una vera icona del ciclismo lucchese.
Un personaggio conosciuto e stimato in tutta la Toscana per il suo impegno e la sua passione per le due ruote con tante corse organizzate sempre con umiltà e senza mai bramosie da prima donna. Uno che alle parole preferisce i fatti. Lavoro, lavoro, lavoro in nome e per conto della bicicletta.
In pochi sanno che, a livello agonistico, Poli vinse due corse fra gli allievi indossando la maglia del Velo Club Coppi di Lunata, altra società storica,presieduta allora da Lamberto Marsalla.
Ma visto che sin da adolescente Pier Luigi Poli conosceva i suoi limiti, si rese conto subito che quello del corridore non era il suo ruolo. Tifosissimo di Fausto Coppi, ricorda ancora con soddisfazione quando lo conobbe.
«Mio padre - rammenta il commerciante lucchese titolare di uno dei più importanti e forniti negozi di biciclette e accessori di tutta la provincia - era spesso nelle organizzazioni dei circuiti ciclistici che si svolgevano al Porta Elisa. In uno di questi, il 14 settembre del 1959 (pochi mesi prima che il campionissimo riponesse per sempre le sua maestose ali d’atleta, ndr), conobbi Fausto Coppi e lo ammirai anche come uomo. Finita la gara mio padre mi incaricò di accompagnarlo al nostro negozio.
«Io in bicicletta e lui in auto che mi seguiva assieme al suo fido collaboratore e gregario Ettore Milano. - prosegue Poli - Il motivo della sua visita era per farsi vedere dai suoi tifosi della zona e poi nel nostro negozio si vendevano le biciclette che portavano il suo nome. Che emozione! Io in bicicletta all'età di 13 anni che pedalavo traboccante di passione pura e di ardore per raggiungere la meta seguito dal Campionissimo, dal più grande di tutti i tempi.....Da quel momento passarono 100 giorni e Coppi morì nell'ospedale di Tortona dopo aver contratto la malaria in Africa. Una data, il 2 gennaio 1960, che ricordo come una delle più tristi della mia vita. Ero adolescente e quando un campione, che per me era un punto di riferimento, scompare ti resta un magone che non puoi neanche immaginarti».
Il Pedale Lucchese. Delle tante vittorie del Pedale Lucchese Poli due in particolare stanno a cuore a Pierluigi: «Sono felice ed orgoglioso di ricordare quando Aulo Avanzinelli, uno dei nostri migliori corridori,vinse nel 1957 a Fontananuova di Gragnano il Giro delle Due Provincie e poi la nostra squadra nel 1949 quando io avevo appena tre anni vinse la prima edizione del Gran Premio di Camaiore con Luigi Massei. Una corsa che è stata vinta anche da grandi campioni come Eddy Merckx e Roger De Vlaeminck e da tanti altri leggendari atleti del ciclismo Internazionale».
Poli per la sua calma, per la sua competenza ciclistica ed il suo altruismo è considerato il saggio del ciclismo lucchese.Nella sua carriera ha fatto il direttore sportivo al Gs Giuseppe Cei, alla Salco ed all'Unione Ciclistica Lucchese vincendo una ventina di corse.
Prese il patentino nel 1967 superando brillantemente l'esame alle Cascine di Firenze. Fra le sue vittorie più importanti il Trofeo Del Rosso a Montecatini nel 1973 con il danese Jorgen Markussen, una fra le classiche più ambite a livello nazionale. Sempre con l'atleta danese, da lui diretto fino a farlo esordire tra i professionisti, ha vinto la Bologna-Raticosa nel 1976, la Milano-Rapallo con Antonio Bonini ed anche il Giro del Cigno a Casacalenda in provincia di Campobasso con Roberto Battaglini.
Meccanico provetto. Da meccanico montava le ruote già all'età di 13 anni.
Assieme a Giuseppe Tomei nelle categorie dilettantistiche è stato il primo in Italia a fare il cambio ruote. Direttore di corsa in ottanta gare ed ha organizzato dal 1970 ad oggi 225 gare, un record a livello nazionale.
Fra le più importanti la Lucca in Bicicletta, la "Ricordando Marco Pantani" e la Gran Fondo da Ponte a Ema (paese dove è nato Bartali) a Castellania (città natale di Coppi).
I campioni in negozio. Dal suo negozio in Piazza Santa Maria sono passati a far visita tanti campioni del pedale. Da Gastone Nencini a Ivan Basso, da Michele Bartoli a Mario Cipollini sino a Francesco Moser.Oggi all'età di 69 anni ha ridotto molto i suoi impegni limitandosi a collaborare con l'amico Ernesto Bianchi e a rendersi utile nelle gare del ciclocross.
Poli ha fatto parte del Comitato Organizzatore del campionato europeo che si è svolto a Lucca il 6 Novembre 2011 riscuotendo la fiducia della UEC quando fu designato Delegato tecnico.
Per la sua competenza ciclistica fu intervistato anche dalla prestigiosa rivista inglese Rouler.
Anche se non è più attivo come un tempo conserva sempre l'immutata passione ciclistica ed il suo negozio si riempie di sportivi quando su Eurosport, Bike Channel e la TV Tedesca Zeta DF vengono trasmesse le telecronache delle corse internazionali.
Trascorre le sue giornate in negozio a vendere le bici, ma anche a smontarle, con un estrattore fermo nella morsa, a montare manubri ed a bloccare il portaborraccia sul telaio.Nella vita privata condivide la passione ciclistica con sua sorella Maria Antonietta e la nipote Cristiana che ha avuto due figli.
Per tanti anni ha passato le ferie nel periodo invernale al seguito delle grandi classiche del Nord e centro Europa: dalla Parigi-Roubaix all'Etoille de Besseges sino al Giro di Maiorca e della Vuelta Valenciana. Perchè dal ciclismo non riesce mai a separarsi nemmeno per un breve periodo.
Non si è mai sposato. Il suo vero amore è stata e resterà sempre la bicicletta. Una passione ereditata dal padre Antonio, un pionere del ciclismo lucchese, ed approfondita nel lavoro con competenza ed umiltà».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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