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La scalata titanica di Bergamini per aiutare Matteo

LUCCA. Una scalata per la vita. Riccardo Bergamini è riuscito in un'altra impresa titanica, quella di scalare l'Himlung Himal (7.126), incastonato in una valle remota del Nepal, al confine con il...

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LUCCA. Una scalata per la vita. Riccardo Bergamini è riuscito in un'altra impresa titanica, quella di scalare l'Himlung Himal (7.126), incastonato in una valle remota del Nepal, al confine con il Tibet, domando la montagna senza l'ausilio delle bombole di ossigeno. Un'altra sfida vinta, quella che ha permesso alla spedizione di raccogliere fondi a favore della Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze per Matteo, un bambino lucchese affetto da una rara patologia, il morbo di Batten. Ora quell'impresa compiuta pochi giorni fa, sulla montagna Himlung Himal, sarà raccontata dal 39enne alpinista lucchese venerdì prossimo alle 21 nella sede-museo di Lucca United. All’incontro saranno presenti le istituzioni cittadine e una rappresentanza della Lucchese. In vetta ha portato con sé anche il gagliardetto della Lucchese che gli aveva donato il presidente Andrea Bacci. Durante la serata “dal Porta Elisa all'Himalaya e ritorno” saranno raccolte offerte libere per Matteo. È l'ottava spedizione alpinistica organizzata dallo scalatore, grazie all'aiuto del gruppo Sofidel Carta Regina, dove Bergamini lavora come dipendente. In passato Bergamini ha scalato le catene montuose dell'Himalaya, delle Ande, il Pamir e la catena montuosa del Thien Shan. Ha raggiunto vette oltre i 6-7.000 metri e nel 2013, sempre senza ossigeno supplementare, è salito su di una montagna di oltre 8.000 metri, il monte Cho Oyu (8.201 metri), in Tibet.

Nicola Nucci

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