Il Tirreno

Lucca

Gaeta, la forza di volontà per superare due infortuni

di Andrea Nicolosi
Gaeta, la forza di volontà per superare due infortuni

La giovane guardia della Gesam Gas in 24 mesi si è rotta due volte il crociato «Per migliorare il mio basket cerco d’ispirarmi a capitan Crippa e Templari»

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LUCCA. Un percorso fatto di alti e bassi quello di Letizia Gaeta, 20 anni, al sesto anno in biancorosso, tra settore giovanile e prima squadra. Prima la soddisfazione dell’interzona giocata nel 2014 poi i due gravi infortuni al crociato: «Ho iniziato a giocare insieme a mio fratello a Monsummano, in una squadra mista tra bambini e bambine, per un periodo ho smesso per poi riprendere a Montecatini nella stagione 2007-08». A Montecatini trascorre 3 stagioni per poi passare nel 2010 al Basket Le Mura con allenatore Stefano Corda. «Quando giocavo nel settore giovanile ero un’ala forte. In prima squadra, vuoi gli infortuni che mi hanno frenato e la fisicità che c'è in questi livelli, gioco guardia potendo perfezionare il mio tiro da tre punti». A un certo punto della carriera Letizia Gaeta ha creduto di dover smettere: «Ho avuto due infortuni e gli ho affrontati in maniera diversa: la prima volta, subito dopo l'operazione, ho avuto molta difficoltà ad andare avanti, ma poi quando andavo a fare riabilitazione in palestra, ho conosciuto un gruppo di ragazze con il mio stesso problema e tutte insieme abbiamo trovato la forza per superare quel momento delicato ed andare avanti. Poi sono rientrata in campo, con la voglia di rilanciarmi e prendermi le mie rivincite. Purtroppo il ginocchio ha fatto di nuovo crac». Il secondo infortunio, all'inizio, è stato molto più difficile. «Non volevo ripassare tutto quello che avevo passato appena un anno prima. Devo ringraziare Giorgio Datteri, Antonio Panni e Carlo Fiaschi, che mi hanno assistito e mi hanno permesso di rientrare a giocare. Alla fine queste due batoste mi hanno fatto crescere soprattutto sotto il punto di vista mentale e mi hanno aiutato anche sul piano della concentrazione». Gaeta ha ancora margini di miglioramento: «Tatticamente devo migliorare sulla visione di gioco e sul posizionamento difensivo osservando giocatrici come Templari e Crippa. Elisa l'ammiro per la sua tecnica di tiro e per il trattamento palla, Martina perchè è semplicemente il capitano, è una grande persona, si carica la squadra nei momenti più difficili ed ha una grinta da vero leader». Con un allenatore come Mirco Diamanti, qualsiasi giocatrice può migliorare: «Con Mirco ci si allena con intensità e dobbiamo sempre tenere alta la concentrazione». Nel tempo libero Letizia Gaeta studia Biotecnica all'università di Firenze e allena al minibasket inglese insieme a Templari e Dotto: «Mi piace il calcio, una passione trasmessa da papà, e sono una juventina convinta. Il mio sogno? Scrivere la mia autobiografia».

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