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I RETROSCENA DEL CAMBIO DEL TECNICO

Sesia se ne torna a Torino con le valigie in macchina

Sesia se ne torna a Torino con le valigie in macchina

LUCCA. Addormentarsi da allenatore di un club importante come la Lucchese e svegliarsi pensando di aver sognato. Dev’essere stato un incubo il ritorno alla realtà per Marco Sesia, 45 anni, circa 100...

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LUCCA. Addormentarsi da allenatore di un club importante come la Lucchese e svegliarsi pensando di aver sognato. Dev’essere stato un incubo il ritorno alla realtà per Marco Sesia, 45 anni, circa 100 panchine da allenatore professionista (Canavese e Pro Vercelli in Seconda Divisione, Barletta in Lega Pro) e una carriera da centrocampista di serie B con le maglie di Torino, Ancona, Reggina, Ternana e Cosenza. Gli eventi per lui sono precipitati dopo l’ingresso in campo di patron Bacci che ha scelto Lopez.

Arrivo a mezzogiorno. La telefonata che ti può cambiare la vita la riceve lunedì sera. Dall’altro capo della cornetta c’è il dg della Lucchese, Giovanni Galli. Nel suo taccuino c’è anche il nome di Cuttone (oltre ad un altro allenatore che non è Lopez). Ma Galli sceglie il suo ex compagno di squadra nel Torino (1993-94). Sesia carica le valigie in auto e si dirige verso Lucca. È mezzogiorno quando arriva allo stadio Porta Elisa. A riceverlo oltre al dg c’è anche il responsabile del settore giovanile Mauro Bertacchini e un avvocato. L’accordo di massima c’è già. A Sesia viene concesso di portare un collaboratore. E, stando ad indiscrezioni, lui sceglie un altro piemontese doc: l’ex portiere rossonero Enzo Maurizio Biato, l’anno scorso preparatore dei numeri uno a Catania.

Pranzo e video del Rimini. Lucca è piccola e qualcuno racconta che il nuovo tecnico in pectore, il direttore generale, il responsabile del settore giovanile e l’avvocato Bargagna dell’ufficio marketing vanno a pranzo assieme in un locale della Lucchesia. Al loro rientro in sede si mettono a guardare le immagini di una o più partite del Rimini, il prossimo avversario della Lucchese. Attendono il presidente, l’unico con il potere di firma, per ufficializzare il tutto in modo che il nuovo allenatore possa presentarsi in campo per la seduta pomeridiana. In sede ci sono anche l’avvocato Luca Cantini e il socio Coam Fabio Bettucci. Telefonano al presidente, ma lui non risponde. Il cellulare è in segreteria. Il tempo scorre inesorabile e alla fine viene presa una decisione. L’allenamento lo fa Luciano Mularoni con i preparatori atletici. Sesia rimane in sede sino alle 20. Poi la decisione di farlo pernottare all’hotel Stefani, sopra al ristorante. Pronto il mattino dopo di buon ora ad incontrarsi con il presidente, mettere nero su bianco, indossare la tuta e conoscere la squadra.

Notte da incubo. Invece nella notte riceve una chiamata. «Non se ne fa più nulla» dice un dirigente mortificato. Così al tecnico piemontese non resta, ieri mattina, che ricaricare in macchina le valigie e tornarsene a Torino. Con un dubbio che gli ronza in testa: «Ma non sarò stato su scherzi a parte?».

Luca Tronchetti

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