Il Tirreno

Lucca

Lucchese, Bacci sceglie mister Lopez

di Luca Tronchetti e Nicola Nucci
Lucchese, Bacci sceglie mister Lopez

Il patron telefona da Roma e nella notte l’ex vice di Reja e tecnico del Vicenza diventa il nuovo allenatore rossonero

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LUCCA. Il colpo di teatro arriva nella notte. E ne è artefice e protagonista il presidente Andrea Bacci che dai palazzi romani della politica decide di scegliere, stavolta in prima persona, il nuovo allenatore. Non uno qualunque, ma Giovanni Lopez, 48 anni, l’allievo prediletto di un maestro di calcio come Edy Reja, allenatore dell’Atalanta. Una scelta, forse suggerita all’interno della Lega di A, presa in assoluta autonomia quando ormai il contratto di Marco Sesia era già pronto per essere firmato e l’ex tecnico di Canavese, Pro Vercelli e Barletta aveva dormito alla locanda Stefani a San Lorenzo a Vaccoli per poi accingersi a dirigere l’allenamento di ieri mattina. Una mossa a sorpresa, ma non sorprendente perché al patron piace stupire con effetti speciali. E nella circostanza ribadire che nella Lucchese alla fine chi decide è e resta soltanto lui. Guai a bypassarlo perché Bacci tutto è fuorché uno sprovveduto. Il concetto è semplice: non si muove foglia che il presidente non voglia. E di Sesia, persona comunque squisita e affabile, Bacci non se sapeva nulla. Sbagliato fare i conti senza l’oste, specie se l’oste è il plenipotenziario rossonero sempre più possibile candidato alla guida della Lega Pro.

Tecnico equilibrato. Orgoglio ed equilibrio. Queste le parole d'ordine di Giovanni Lopez, 48 anni, romano, il nuovo allenatore della Lucchese. Da calciatore elegante difensore e capitano del Vicenza di Guidolin vincitore della storica Coppa Italia del 1997, da tecnico un percorso che spazia dal settore giovanile della Cisco Roma (ex Lodigiani, la sua prima squadra) per far crescere i talenti del domani sino ai tre anni trascorsi nella Lazio accanto al suo maestro di sport e di vita, il bisiaco Reja. Due anni fa la conquista dei playoff con il Vicenza in Lega Pro e poi l’inatteso ripescaggio in B e l’esonero esattamente un anno fa per far posto a Marino. Lopez ha quel carisma e quell’esperienza che Baldini non poteva ancora avere. «Punterò sulla voglia di rivincita, sull'orgoglio della squadra e su un maggiore equilibrio tattico per risalire la classifica che non rispecchia il valore della squadra» le parole del tecnico contattato nella tarda serata di martedì e presentato ieri alle 12,30 in fretta e furia allo stadio. Bacci non c’è (è a Roma), ma la regia è sua.

Allenamento a porte aperte. Lopez ieri ha diretto il primo allenamento (quello del pomeriggio all'Acquedotto) a porte aperte. Un bel segnale nei confronti dei tifosi. È chiamato nell’impresa di rimettere insieme i cocci di una Lucchese a pezzi dopo 4 sconfitte consecutive e fare risultato nella delicata trasferta di Rimini. Romano atipico di poche parole, senza l'esuberanza capitolina. Alla dialettica preferisce l'arte del sapere ascoltare. Per usare un aforisma in un contesto che non si conosce a volte meglio tacere e sembrare poco intelligenti che aprire bocca e togliere ogni dubbio. Ma Lopez è tutt’altro che un improvvisato. Si definisce «un ottimista di natura» tanto da avere fatto inserire nel contratto (fino al giugno 2016) un premio per l'eventuale accesso ai playoff e uno per la conquista della serie B. Guadagnerà una cifra onesta in considerazione del suo palmares e del suo curriculum (si parla di 20mila euro per 6 mesi).

Idee tattiche. La Lucchese targata Lopez sarà più equilibrata. In soffitta il 4-3-3, troppo spregiudicato e incompatibile con questa squadra, a favore di un 4-2-3-1, modulo utilizzato da Guidolin al Vicenza. «Questo è il mio sistema di gioco, ma da oggi a sabato penso che sia difficile apportare modifiche. La prima cosa che farò, visto che penso che per qualità tecniche e tattiche la classifica attuale sia incomprensibile, è parlare con tutti per capire dove mettere le mani e risollevare una squadra che ho visto impaurita, che si chiude e si ritira, commettendo errori ad ogni situazione negativa. Serve equilibrio fra i reparti e meno frenesia». In questa Lucchese, che ha «visto soltanto due volte in streaming» conosce già «Fanucchi, Nolè e Bianconi che ho allenato l'anno scorso. I giovani? Se uno è bravo gioca sempre». Il suo maestro è Reja: «Ho cercato di carpirgli tutto dal punto di vista della gestione delle risorse umane. E' in grado anche di anticipare le situazioni, non l'ho visto mai sbagliare un intervento con un giocatore».

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