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Avanzinelli, l’ex scalatore che vive per la Marcialonga
Alla fine degli anni Cinquanta era un giovane corridore imprendibile in salita Poi l’amore per lo sci di fondo e le 42 partecipazioni alla gara internazionale
LUCCA. All'età di 75 anni Aulo Avanzinelli continua a coltivare la sua passione per lo sci di fondo. Dalla prima edizione del 1971 ad oggi ha portato sempre a termine la Marcialonga nella Val di Fiemme e Fassa, 70 chilometri di gara con partenza da Moena e arrivo a Cavalese. Un primato condiviso con altri 10 atleti e che vuole cercare di difendere a tutti i costi. La Marcialonga è una gara internazionale aperta ad entrambi i sessi che abbiano la della tessera Fisi e raggiunto la maggiore età. Il limite massimo di partecipazione consentito è di 6500 atleti e coloro che detengono il maggior numero di affermazioni con quattro vittorie a testa sono Maurizio De Zolt e Jorgen Aukland. Avanzinelli mise a rischio la sua presenza lo scorso anno quando in allenamento scivolò su una lastra di ghiaccio procurandosi una frattura al menisco. Nonostante i medici lo sconsigliassero si fece applicare un tutore per tenere bloccato il ginocchio in estensione e prese il via. Dopo le sofferenze iniziali trovò la giusta cadenza ed arrivò a Cavalese per la 42.a volta. Il suo tempo migliore lo fissò all'età di 60 anni nella 28.a edizione in 3h58'.
Un passato da alpinista. Ma le sofferenze non mettono paura ad Avanzinelli che da ragazzo con un gruppo di coraggiosi partiva spesso da Lucca in bicicletta equipaggiandosi di sacco a pelo e tenda impiegando diversi giorni per raggiungere le montagne in Valle d'Aosta e nel Trentino. Un'altra sua passione era l'alpinismo e negli anni Sessanta aggregandosi alla spedizione indetta dalla Cai di Acqui Terme riuscì a salire in vetta al Kilimangiaro a 6000 metri sfidando senza paura freddo, vento e bufere di neve.Un'altra sua eroica avventura che racchiude fra i suoi ricordi più cari è quella di aver percorso in bicicletta il Giro integrale delle Alpi da Sanremo ad Udine in 12 giorni attraversando 29 passi alpini. «Sono emozioni indescrivibili- racconta - Amo la natura e la montagna e queste sensazioni le ho sempre avute fin da ragazzo. Oggi mi limito ad essere sempre al via della Marcialonga perchè per portarla a termine devi convivere con il dolore, resistere alla fatica ed avere sempre nella mente di farcela.Uno sport,l o sci di fondo, più duro anche del ciclismo».
Il ciclismo nel sangue. Eccoci al ciclismo. Nel triennio che va dal 1956 al 1958 Avanzinelli era uno fra i corridori più promettenti in Lucchesia. Iniziò a gareggiare da Esordiente con il Pedale Lucchese Poli, tesserato da quel grande scopritore dei talenti che era Antonio Poli. «Devo ammettere che andavo veramente forte specie in salita.- risponde lo scifondista-Vinsi due gare da Esordiente, poi sempre con il Pedale Lucchese Poli nel 57 ne vinsi 4 da Allievo giungendo sul traguardo sempre solo perchè staccavo i miei avversari quando la strada iniziava a salire. Ero già allenato alle lunghe distanze e non risentii del passaggio dai 60-70 chilometri ai 120-130».Poi il corteggiamento della Brooklin di Empoli. «Mi convinse a passare in questa squadra Mario Pieruccini che era il capitano (tragicamente scomparso in allenamento investito da un camion). Antonio Poli cedendomi volle in cambio che fosse lui a vendere le biciclette a tutti i corridori della Brooklin». Avanzinelli non era veloce e questo lo penalizzava negli arrivi in volata però otteneva tanti piazzamenti ed una vittoria rimasta negli annali del ciclismo lucchese. «Non potrò mai dimenticarla. Vinsi il Trofeo Carlo Del Prete, ambito in quell'epoca dai migliori corridori e con una media di 40,280 superai il record di questa classica che era detenuto da Guido Carlesi, il campione di Collesalvetti che passò professionista e vinse tappe al Giro d'Italia e al Tour de France.Quel giorno attaccai sul Monte Pitoro e sul Quiesa e feci il vuoto. Mi rimase incollato alla ruota posteriore Galeotti del Ponterosso che staccai sulla rampa delle Mura dove c'è la Manifattura Tabacchi. Arrivai da solo sul rettilineo sotto lo striscione davanti il Caffè delle Mura, fra due ali di folla».
Dal ciclismo allo sci. A cavallo degli anni 58-59 mentre si prospetta per il passaggio fra i Dilettanti lui vince nello sci di fondo il campionato toscano allievi all'Abetone. Da lì il convincimento di potersi dedicare allo sci. Una scelta che lascerà sempre un punto interrogativo su quello che avrebbe potuto fare nel ciclismo.Nel 1961 fu chiamato al servizio di leva a S.Candido negli Alpini ed una volta ottenuta la maturità trovò lavoro alla Cof di Lucca come disegnatore quindi vinse un concorso come insegnante all'Istituto d'Arte di Acqui Terme prima di essere trasferito al liceo artistico di Lucca. Nel 69 sposò Giovanna Bianucci, la quale gli ha dato 4 figli. Oggi ha anche sei nipoti e la più grande di 12 anni, Anna Lucarotti, è un'atleta della Virtus Lucca. Vive con la moglie nella frazione di Cappella nella casa paterna e lo si vede spesso nelle strade vicino casa allenarsi con lo skiroller con il pensiero alla Marcialonga che lo vedrà al via il 31 Gennaio prossimo.
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