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Il patron sfiducia Baldini e chiede le sue dimissioni
Bacci durissimo con l’ormai ex tecnico rossonero: «A casa mia funziona così» In corsa per la sostituzione Favarin, Amoroso e Morgia. E se tornasse Galderisi?
LUCCA. Il «redde rationem» arriva in un soleggiato pomeriggio di fine autunno. Il vaso è colmo e il presidente Andrea Bacci è furioso. Al telefono (ma anche con i suoi amici e collaboratori) si sfoga con i cronisti. L’amarezza e la rabbia per la quarta sconfitta di fila e per la penultima posizione in classifica tenendo conto delle penalizzazioni (in tutta la Lega Pro soltanto tre squadre hanno fatto peggio della Lucchese: Pro Patria, Lupa Roma e Matera) porta, di fatto e salvo clamorosi e inaspettati colpi di scena dell’ultim’ora, alla separazione dal tecnico Francesco Baldini. Il presidente - che a volte pare un neofita del mondo del calcio - si aspettava una telefonata dall’allenatore che spiegasse e contestualmente rassegnasse le dimissioni. «Mi sarei aspettato che Baldini avesse dato le dimissioni dopo la gara con il Santarcangelo invece non mi ha neppure telefonato. - dice il presidente al telefono - Non funziona così, almeno a casa mia. I risultati parlano chiaro e in questi casi si dovrebbe avere il coraggio di dimettersi. Forse il mister sta riflettendo». Parole quelle del patron rossonero che sono di fatto un benservito a Baldini. L’impressione è che già nella tarda mattinata arriverà l’atto formale della sfiducia. Anche perché sarebbe un paradosso, dopo le frasi del presidente che non lasciano spazio ad interpretazioni, ritrovare l’ex difensore della Lucchese degli anni Novanta oggi pomeriggio alla ripresa degli allenamenti e sabato prossimo in terra di Romagna contro il Rimini.
Anche Galli sulla graticola. «Dobbiamo correggere la rotta e in fretta: credo che questa squadra possa fare di più» dice il patron rossonero piuttosto alterato. E Bacci non è affatto tenero con il direttore generale Giovanni Galli. Anche se l’ex portiere della Nazionale del 1986 resta saldamente al suo posto. In fondo questa squadra l’ha costruita lui e se dopo 8 partite ha raccolto la miseria di 5 punti con una sola vittoria contro l’ultima in classifica non può essere soltanto colpa della sfortuna che si accanisce sulla povera e indifesa Lucchese. Inadeguato il modulo, inadeguato il tecnico, inadeguati gli interpreti. Urge cambiare e in fretta perché quest’anno le partite e le squadre sono 18 e non 20 e ai playout ce ne vanno sempre quattro. Come a dire siamo all’ottava giornata, ma è come fossimo alla dodicesima. Gli errori commessi? Costruire un organico pieno di scommesse. Di calciatori che provengono dalla serie D o di giovani che hanno pochi gettoni in Lega Pro e senza un vero bomber capace di andare in doppia cifra. Un progetto tecnico che pare naufragato sul nascere perché viziato da una sopravalutazione del parco giocatori. Con quella parola «playoff» come goccia capace di far traboccare il vaso quando è emerso con chiarezza che questa squadra avrebbe dovuto pensare esclusivamente alla salvezza. Anche nella squadra il clima che si respira non è dei migliori perché quattro sconfitte pesano sul morale della truppa e intaccano il sistema nervoso dei singoli.
I possibili sostituti. Una premessa è doverosa. Chi sceglierà il nuovo tecnico? Il direttore generale o il presidente in persona? Nella Lucchese di Egiziano Maestrelli non era sempre Pino Vitale ad imporre le sue condizione. Il rapporto speciale che intercorreva tra i due faceva sì che spesso il presidentissimo (che amava particolarmente gli allenatori esperti: Orrico, Scoglio, Bolchi, Fascetti, Salvemini, Burgnich) concordasse il nome con il direttore sportivo. E nel caso di specie ci sarebbe da tener conto anche dei suggerimenti dei soci di minoranza (Lucchese Partecipazioni che detiene il 10%, Lucca United l’1%, Moreno Micheloni l’1% e Arnaldo Moriconi l’1%). Per questo motivo la scelta è complessa. Ed è vietato sbagliare. I papabili? Si va da Giancarlo Favarin, 57 anni, amato dal popolo rossonero per doppia promozione dalla D alla C1 e il suo grande temperamento, che tornerebbe volentieri a Lucca portando come secondo Davide Quironi, ex portiere della Lucchese della serie B sino a Christian Amoroso, 39 anni, ex calciatore in A con le maglie di Empoli, Fiorentina e Bologna e l’anno scorso nelle ultime sei giornate allenatore del Pisa, già ventilato prima dell’arrivo di Baldini. Due profili quasi agli antipodi con una particolarità: abitano uno ad Arena Metato e l’altro a Cascina e quindi non avrebbero problemi di alloggio. Stesso discorso vale per Massimo Morgia, 64 anni, lucchese d’adozione, ultimi due campionati vinti in D con Pistoiese e Siena. Anche lui si porterebbe un paio di collaboratori (sicuramente il suo storico vice Alessandro Madocci). Più difficili le piste che portano a Francesco Monaco, 55 anni, e Giuseppe Nanu Galderisi, 52 anni, due allenatori molto amati dalla piazza, ma che per motivi logistici dovrebbero venire ad abitare a Lucca.
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