Italia
Nolè e Benvenga promettono il riscatto
Il capitano e il difensore esterno destro certi della rinascita in Romagna: «Ci manca soltanto il gol oltre a un po’ di fortuna»
LUCCA. La parola al capitano per analizzare la crisi della Lucchese: un punto nelle ultime quattro giornate, terza peggiore difesa del girone ed ancora a secco di vittorie lontano dal Porta Elisa. In sala stampa per la conferenza stampa del martedì, dopo lo scivolone casalingo con l'Ancona, non c'è il tecnico Francesco Baldini (manca da due settimane) e neppure il direttore dell'area tecnica Giovanni Galli. Ecco invece i difensori Matteo Nolé e Alex Benvenga. Vietato sbagliare a Santarcangelo dove è fondamentale risollevarsi per invertire una brutta piega dopo sette turni, con i rossoneri in zona playout. Serve uno scatto d'orgoglio. «Dobbiamo reagire da squadra, tutti insieme. – dice il capitano rossonero - La migliore medicina in questo momento delicato è il campo. Lavorare a testa bassa, cercando di concretizzare in partita quello che facciamo negli allenamenti. Il momento non è facile. Il perchè ce lo chiediamo anche noi. Ci alleniamo a duemila all'ora ma non riusciamo a riportare in partita quello che facciamo» Per il laterale difensivo di San Miniato, riportato in questo ruolo a parte una parentesi col Siena da centrocampista, che sarebbe il suo ruolo naturale (Ashong deve migliorare in fase difensiva) la squadra deve scrollarsi di dosso la paura. «Siamo stati troppo contratti nel primo tempo con l'Ancona, dove comunque abbiamo creato una grande occasione con Pozzebon che avrebbe potuto indirizzare la gara a nostro favore. E' il filo conduttore già da due-tre partite». La crisi della Lucchese è anche una questione di equilibri. Che andranno ritrovati in fretta in vista della doppia trasferta contro Santarcangelo (sabato alle 15) e Rimini (sabato 31 alle 15) seguita dai derby con Pontedera ed Arezzo. In Romagna è attesa una svolta del campionato. Il 4-3-3 è un sistema di gioco dispendioso ed offensivo, che richiede gli interpreti giusti, meccanismi oleati e soprattutto la difesa deve essere più protetta quando la squadra è proiettata in avanti e con il baricentro avanzato. Altrimenti la retroguardia va in tilt. La gara con l'Ancona è stata una cartina al tornasole di una squadra timorosa e smarrita, che non sembra adatta per un modulo troppo spregiudicato come il 4-3-3. Prova a spiegare il momento no anche il difensore di Gallipoli. «Prendiamo troppi rischi, ma questo è il nostro modo di giocare – dice Benvenga - Per me ci manca solo il gol». Per il terzino destro la svolta deve avvenire «prima di tutto nella nostra testa, giocando con più convinzione e determinazione, a partire da Santarcangelo, avversario alla nostra portata». Una formazione, quella romagnola, che ha gli stessi punti della Lucchese.
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