Il Tirreno

Lucca

Dell’Osso allena la squadra dei profughi

di Michele Citarella
Dell’Osso allena la squadra dei profughi

L’ex tecnico degli Allievi B della Lucchese ora lavora a Treviso e grazie a un suo ex portiere dirige la Serena Fc amatori

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LUCCA. Da tecnico delle giovanili della Lucchese ad allenatore di una squadra amatoriale di Treviso formata interamente da profughi. È l’incredibile storia di Enrico Dell’Osso, trainer dei vivai di Fortis Lucchese, Pontedelgiglio, Folgor Marlia, Tau Calcio, Pieve S. Paolo. Nel maggio scorso guidava gli Allievi B della Lucchese. A fine stagione l’azienda in cui lavora che chiude i battenti. Ma ecco che improvvisamente si apre per lui una nuova opportunità di lavoro e di sport. Marco Merciai, portiere dalla bionda chioma di Atletico Lucca e Pontedelgiglio S. Alessio e giudicato tra i migliori numeri uno nati in provncia di Lucca nel 1982, che da 12 anni si è stabilito nel trevigiano e dirige una cooperativa si ricorda del vecchio maestro e lo chiama per un duplice compito: lavorare nella sua impresa e dirigere una formazione amatoriale veneta, la Serena Football Club. Niente di straordinario se non fosse che nella squadra creata dalla società Nova Marghera Facility srl dove Merciai è amministratore con delega all’accoglienza, impresa costituita per favorire l’integrazione di profughi che hanno raggiunto Lampedusa e quindi l’Italia dopo la traversata del Mediterraneo con i barconi provenienti dal Nord Africa, giocano solamente immigrati.

Favorire l’integrazione. «Ho contattato il mio vecchio mister tramite Facebook – racconta Merciai – per proporgli un contratto di lavoro con la società con l’ulteriore incarico di allenare la squadra, la Serena FC». Mister Dell’Osso lascia la Lucchese (resta come osservatore) accetta la sfida e si getta a capofitto nella nuova avventura. Passa dall’insegnare tecnica e tattica ai giovani della Lucchesia e della Toscana alla guida di una compagine di ventenni-trentenni provenienti da Senegal, Sudan, Pakistan, Afghanistan, Mali, Nigeria e Gambia. «Come comunico? Alterno francese, inglese e molta gestualità. - dice Dell’Osso - Il numero degli allenamenti varia a seconda delle esigenze legate alla gestione dei ragazzi, ma sicuramente i membri della Serena FC stanno sul campo molto di più rispetto alle squadre di categoria».

Selezione durissima. I membri della rosa sono stati scelti attraverso una selezione in occasione di un torneo a cui hanno preso parte tutti i rifugiati che alloggiano all’ex Caserma Casier di Treviso. Scelti i 22 calciatori la cooperativa ha provveduto alla sistemazione sanitaria e al tesseramento. Poi ha pensato a reperire casacche, maglie e palloni e scegliere il campo sportivo sino all’iscrizione regolarizzata da Merciai in persona. «Quando abbiamo dato loro le scarpette e i parastinchi, non sapevano nemmeno cosa fossero – ricorda con un pizzico d’orgoglio Dell’Osso – e ci siamo resi conto che questi ragazzi avevano tanta buona volontà, ma nessuno prima di quel momento aveva mai giocato veramente a calcio. Durante il provino e i successivi allenamenti però ci mancava il portiere». E per l’occasione Merciai si è rimesso in gioco: «Avevo giurato di appendere guantoni e scarpette al chiodo, ma visto il bel clima che si respira in squadra e durante allenamenti e partite, spero che il mister possa concedermi spazio in modo da fare parte del gruppo per l’intera stagione» dice scherzando Merciai.

Scelta coraggiosa. Una squadra di calcio amatoriale formata solo da immigrati in una città come Treviso è decisamente una scelta coraggiosa. «Le cose stanno andando per il verso giusto – racconta Dell’Osso - non abbiamo raccolto punti in classifica, ma siamo sulla strada giusta per quanto riguarda il rispetto delle regole e delle scelte arbitrali, della condivisione di valori come l’amicizia e il rispetto degli avversari. Belli i momenti conviviali vissuti con le altre squadre come il terzo tempo dopo la sconfitta contro l’Ac Albertina, quando dopo la doccia è stata apparecchiata una tavolata in cui trevigiani e profughi hanno cenato insieme». Merciai è ottimista in merito all’inserimento di questi giovani rifugiati e spiega il suo progetto, che va avanti pur al cospetto di tante difficoltà: «Il percorso che abbiamo scelto di seguire nella nostra opera di assistenza e accoglienza è quello di un progressivo inserimento nella società. Per questo abbiamo allestito una scuola di italiano, laboratori professionali, lezioni di educazione civica e di civile convivenza. Un percorso, a volte, in aperto contrasto con l’atmosfera ostile che questi ragazzi hanno trovato ad accoglierli. Il calcio è lo strumento educativo migliore. Il calcio è utile per far veicolare messaggi quali il rispetto delle regole, il valore del lavoro quotidiano, il senso di squadra e di collaborazione». Mister Dell’Osso, pur lontano dalla famiglia, concilia così la possibilità di un contratto di lavoro con la passione del calcio.

Maglie rossonere. Anche Lucca farà certamente il tifo per il Serena FC: oltre alla presenza dei due concittadini, le maglie della squadra sono a strisce verticali rossonere. Grazie ai buoni rapporti con la Lucchese e in attesa di perfezionare il marketing societario, il Serena FC indossa maglie prestate dalla Lucchese con il logo della Pantera.

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