Il Tirreno

Lucca

Lega Pro, Bacci propone una terza via

di Luca Tronchetti
Lega Pro, Bacci propone una terza via

Il presidente della Lucchese: «Prima riscriviamo insieme le regole e poi troviamo un presidente di garanzia super partes»

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LUCCA. Da una parte i problemi della Lucchese, dall’altra quelli, forse ancora più importanti, della Lega Pro. Il presidente Andrea Bacci quando è entrato nel mondo del calcio professionistico forse non era del tutto consapevole delle difficoltà di ogni genere a cui stava per andare incontro. La Lega Pro è commissariata dal 7 luglio ed è spaccata in due correnti (macalliani vicini a Tavecchio, abetiani vicini a Gravina) con il bilancio 2013-2014 ancora da approvare (roba che in altri settori dell’imprenditoria avrebbe comportato il fallimento e l’apertura immediata di un’inchiesta della procura) con i soldi da suddividere per i club (mutualità e minutaggio) che scarseggiano e due problematiche mica da ridere: la gestione «disinvolta» della Calcio Servizi (società presieduta da Macalli che, non si sa bene a che scopo, deve ricevere obbligatoriamente da ogni singolo club 11mila euro al momento dell’iscrizione) e la situazione della sede fiorentina di via Jacopo da Diaccetto legata a un fallimento e dalla quale la Lega dovrebbe sloggiare in quanto non legittima proprietaria (una vicenda che potrebbe costare quasi tre milioni di euro alla Lega Pro). Giovedì c’è il consiglio federale. Il commissario Tommaso Miele, magistrato della Corte dei Conti, chiede una proroga al mandato per approvare il bilancio 2013-2014 ed andare alle elezioni. Oltretutto entro il 31 dicembre dovrà essere approvato anche il bilancio 2014-2015. A scannarsi sono la corrente Tavecchio (vicina a Macalli) che chiede di andare al voto, ma solo dopo l’approvazione dei bilanci proponendo il commissariamento ad oltranza e quella di Abete, vicepresidente Uefa, che appoggia Toccafondi (Prato) e Gravina (ex patron del Castel di Sangro) che vuol andare subito al voto certo di disporre di 38 dei 54 voti elettivi (quelli delle società). In mezzo a queste due anime c’è proprio il presidente rossonero che fa una proposta condivisibile: «Tavecchio-Macalli e Abete-Gravina rappresentano entrambi il vecchio modo di concepire lo sport. - sostiene - Sono d’accordo per prolungare il commissariamento a patto che in questo periodo si riscrivano insieme le regole. Serve una vera discontinuità. Occorre trovare un profilo svincolato da chi ha vissuto per 18 anni in questo microcosmo. Tra i vice commissari ci sono un notaio e un commercialista legati alle due anime della Lega Pro. Ma c’è anche un assicuratore, Paolo Marchetti (ex Forza Italia e adesso in Fratelli d’Italia), che è fuori dalle logiche attuali e che potrebbe fare da traghettatore proprio per riscrivere lo statuto e fare le riforme necessarie allo sviluppo del movimento. A luglio decade il consiglio federale e ci saranno nuove elezioni. La mia è una battaglia sui contenuti. Lancio una proposta ai miei colleghi presidenti: facciamoci trovare pronti con i compiti a casa fatti. Questi nove mesi che mancano all’azzeramento utilizziamoli per fare una riforma condivisa. Dopo avremo tutto il tempo di scegliere la persona giusta che ci rappresenti».

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