Il presidio
Tra libri e pallone: Bianchini si prepara a diventare dottore
LAMMARI. Entro la fine della stagione, il ventitreenne Alessio Bianchini spera di aver messo a segno due colpi importanti. Per restare in clima calcistico, l’intento è certamente quello della...
LAMMARI. Entro la fine della stagione, il ventitreenne Alessio Bianchini spera di aver messo a segno due colpi importanti. Per restare in clima calcistico, l’intento è certamente quello della salvezza del suo Lammari, di cui veste i gradi di capitano. «Restare in categoria è possibile: ci sono squadre blasonate, ma se mettiamo in campo accortezza tattica e grinta, sono sicuro che possiamo evitare i playout. Se poi ci sarà da soffrire negli spareggi, siamo pronti a lottare».
C’è poi l’obiettivo personale, quello che vale la vita e il futuro oltre alla stagione: la laurea in economia aziendale, che serve per un futuro stabile che il calcio non può offrire.
Il difensore del Lammari scaccia l’idealtipo di calciatore che punta solo a muscoli e tatuaggi senza badare agli studi e alla cultura personale. «Il calcio sta attraversando una crisi pazzesca, se non sfondi è meglio concentrarsi su altro. Per il momento, riesco a conciliare lo studio con i quattro allenamenti a settimana, dal prossimo anno con la laurea in tasca, si vedrà».
Bianchini è stato uno dei calciatori delle ultime burrascose vicende della Fortis Lucchese, società salita alla ribalta per il fallimento nell’ottobre 2014. «Ho lasciato la Fortis Lucchese nell’estate precedente al fallimento, quando già c’erano i sentori di una fine triste per un gruppo che pure era fantastico e meritava di più. Noi calciatori non avevamo una società a cui fare riferimento, ma solo il tecnico Maurizio Cerasa, qualche magazziniere e l’instancabile Rodolfo Marracci, persona validissima nel mondo del pallone nostrano».
A Lammari ha trovato Fracassi, altrettanto apprezzato tecnico e il centrocampista Gianfilippo Dal Poggetto, uno dei mediani rivelazione del campionato di Eccellenza. «Fracassi aiuta a unire lo spogliatoio anche nei momenti difficili e sa creare bene in noi il senso di appartenenza e attaccamento alla squadra. Ho giocato con Dal Poggetto negli anni al Viareggio: in regia era il migliore ed infatti ha proseguito la carriera in Serie C per qualche stagione prima di avvicinarsi a casa giocando con il Lammari». Con una laurea in economia potrà aiutare qualche squadra dilettantistica in difficoltà? «Con una laurea spero anzitutto di trovare un lavoro. Poi non toglie che tra qualche anno possa dare un contributo anche nel mondo del pallone».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
