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Lucchese, i conti non tornano
I soci di minoranza chiedono la convocazione in tempi stretti dell’assemblea: «Serve chiarezza»
LUCCA. Tira aria di crisi in casa Lucchese dopo due sconfitte consecutive ed una squadra involuta dopo la buona prova col Siena e che ieri è tornata subito ad allenarsi in vista della sfida di sabato prossimo con l’Ancona che diventa già una gara cruciale per Baldini. I soci di minoranza lucchesi (Lucchese Partecipazione) chiederanno la convocazione in tempi stretti di un'assemblea dei soci per affrontare il delicato momento della squadra e fare chiarezza su alcuni aspetti della gestione societaria: dall'assenza di un main sponsor e dei led e cartelloni pubblicitari a bordocampo. Mentre una boccata d'ossigeno per le finanze societarie arriverà dall'accordo di sponsorizzazione con la Cassa di Risparmio di San Miniato (Carismi), già sponsor principale del Tuttocuoio, sempre nel girone B, che sarà presentato ufficialmente mercoledì. Sabato prossimo è vietato sbagliare. L'Ancona è una formazione alla portata di Nolé e compagni che dovranno tornare a muovere la classifica dopo un punto conquistato nelle ultime tre giornate e ritrovare la fiducia smarrita. Perché senza le squadre penalizzate (Teramo e Savona) la Lucchese sarebbe penultima. Una sola vittoria raccolta fino a questo momento contro una Lupa Roma con cui hanno vinto tutti tranne il Prato.
LA DURA LEGGE DEL GOL. Negli ultimi 270 minuti una sola rete: quella di Calcagni del momentaneo 1-1 col Prato. Pozzebon ha dimostrato di avere potenzialità e di calciare le punizioni, ma finora ha timbrato solo una volta il cartellino (nel 3-0 con la Lupa Roma) e partecipa a “strappi” all'azione offensiva, poco assistito dagli esterni (Sartore e Vita a Pistoia) che non segnano, così come i centrocampisti (l'anno scorso Lo Sicco, Nolé e Ferretti).
CALO NEI SECONDI TEMPI. La Lucchese parte bene, ma poi perde la bussola. Sei dei sette gol incassati dalla difesa rossonera sono arrivati nella ripresa: due gol con la Spal, il pareggio della Maceratese al 6', i due gol del Prato al 3' e al 49', infine a Pistoia col gol di Sinigaglia al 14' che ha condannato i rossoneri. Numeri sui quali riflettere. Anche a Pistoia nei primi venti minuti la Lucchese è stata più intraprendente. Poi, nel secondo tempo ha perso le distanze ed anche il pallino del gioco. La squadra di Alvini ha alzato i ritmi e con l'ingresso di Piscitella ha sfiorato il 2-0 (rigore sbagliato e traversa). E al di là di un generoso, ma sterile forcing finale la Lucchese ha confermato una fase di pericolosa involuzione.
TROPPI CAMBI. Troppe volte è cambiata la formazione da una gara all'altra. Al di là degli infortuni un conto è tenere tutti sulla corda ed un altro modificare ogni volta la squadra. Ashong terzino e Nolè a centrocampo col Siena, Calcagni in panchina con il Prato fino all'incomprensibile esclusione di Fanucchi a Pistoia, uno degli elementi di maggiore esperienza. Senza Mori in difesa anche Espeche e Di Masi appaiono meno sicuri. E come è mancato a centrocampo Mingazzini, autentico faro del centrocampo, sono mancate le idee. Marchesi è promettente, ma deve crescere.
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