Il Tirreno

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Lucchese, sconfitta senza attenuanti

di Luca Tronchetti
Lucchese, sconfitta senza attenuanti

Secondo ko di fila a Pistoia di una squadra spuntata e senza idee. Baldini lascia fuori Fanucchi per l’impalpabile Vita

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INVIATO A PISTOIA. Tre indizi fanno una prova: tre derby, un punto. E la classifica che inizia a farsi complicata. Altro che playoff sbandierati alla vigilia del torneo e ribaditi anche dopo il pari con il Siena. Questa Lucchese deve pensare a salvarsi in fretta perché alla sesta giornata ha 3 punti in meno della tanto vituperata compagine (quella sì imbottita di under 20) messa in campo la scorsa stagione. E continuano a sorprendere le scelte dell’allenatore. Stavolta sacrifica un giocatore fondamentale come Fanucchi per l’impalpabile Vita. Alla fine vince, con merito, la formazione operaia messa in campo dal tecnico Massimiliano Alvini che contro la Lucchese si esalta (3 vittorie su 5 partite) e proietta gli orange nei quartieri nobili.

Lo sfogo del presidente. In tribuna patron Bacci è un fiume in piena. Il gioco latita, i gol non arrivano, la squadra perde. E le assicurazioni del dg Giovanni Galli - che novello Luigi Facta «nutre fiducia nella squadra» - servono a ben poco. Il presidente a fine partita è una furia. Si proietta negli spogliatoi ordinando il silenzio stampa. Segno che il vaso è colmo e i problemi non si possono più nascondere sotto il tappeto. Troppe le cose che non quadrano nella squadra rispetto ai propositi iniziali. Di Masi, al di là del rigore parato, non è tranquillo, la difesa viaggia a corrente alternata, in mezzo senza Mingazzini (35 anni!) manca la luce e davanti difficile trovare un bomber da doppia cifra e Pozzebon continua a giocare da solo trovando poche sponde dai compagni di reparto. In una parola un mezzo disastro. Unica nota lieta: l’inserimento del brasiliano Sartore. Sino a che gli regge il fiato crea pericoli alla retroguardia orange. L’impressione è che la resa dei conti si avvicini. O la squadra ha uno scatto d’orgoglio e sabato prossimo al Porta Elisa contro l’Ancona torna a vincere e convincere oppure il destino dell’allenatore Francesco Baldini appare segnato. Anche se il dg Galli, che come lui stesso ha ribadito nell’ultima intervista «è in simbiosi con il tecnico», farà di tutto per salvare il progetto e il tecnico che lui ha portato.

La partita. Da una parte Alvini che manda in campo la formazione annunciata alla vigilia, dall’altra Baldini che, come al solito, fa pretattica e cambia interpreti alla Lucchese. Per una ventina di minuti il pallino del gioco è saldamente nelle mani dei rossoneri con Sartore che costringe Placido a un salvataggio sulla linea di porta. I ritmi però sono soporiferi e il pallone sembra scottare tra i piedi dei ventidue in campo. Si va al riposo con Sinigaglia che liberissimo manca un colpo di testa facile facile all’altezza del dischetto.

La svolta. Nella ripresa Alvini indovina la mossa tattica. Dentro Piscitella fuori uno spento Speziale. L’ala romana crea superiorità numerica sulla corsia sinistra. Lui e lo spagnolo Cruz (ma non doveva indossare la maglia rossonera?) costringono gli avversari a rinculare. Ma il gol partita degli orange arriva su palla inattiva. Angolo di Mungo, Di Masi resta a guardare e Sinigaglia di testa fa esplodere il Melani. Il portiere si fa perdonare l’errore poco dopo la mezz’ora respingendo il penalty di capitan Di Bari molto generosamente concesso dall’arbitro per un presunto fallo di mano di Benvenga su una percussione del solito Piscitella. Da agosto ad oggi è il settimo rigore fallito per la Pistoiese. I padroni di casa legittimano il successo con il solito Sinigaglia (al cospetto della Lucchese pare rigenerato) che coglie l’incrocio dei pali su azione di rimessa. Nei minuti finali Nolè e compagni provano a recuperare, ma le mani sicure di Iannarilli impediscono la rimonta. Pistoiese in paradiso, Lucchese all’inferno.

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