Il presidio
Lucchese, 3 punti in meno rispetto al 2014
Dopo cinque partite il bilancio è negativo e lo scivolone casalingo con il baby Prato deve far riflettere lo staff tecnico
LUCCA. Lo scivolone casalingo contro il Prato ha lasciato strascichi e interrogativi da analizzare in fretta. Così, a distanza di 24 ore dalla sconfitta in extremis al Porta Elisa contro la giovane formazione di De Petrillo, la squadra rossonera ieri mattina tra le mura degl spogliatoi dello stadio è stata a rapporto dal tecnico Francesco Baldini, prima di un lavoro di scarico in piscina.
Un faccia a faccia tra allenatore e calciatori, una necessaria chiacchierata per analizzare gli errori e le cause di questa involuzione tattica e mentale e capire come ripartire e rimettersi subito in carreggiata tornando a muovere la classifica. Alle porte c'è un derby , il terzo consecutivo, in casa della Pistoiese, reduce dal colpo esterno con la Lupa Roma. Il tecnico apuano resta fedele al suo credo tattico, ovvero provare a vincere attraverso un gioco offensivo e riprovare a conquistare i tifosi. Poteva essere la partita della svolta, positiva, quella in grado di lanciare la squadra nella parte che conta della classifica. E invece la sfida interna contro il Prato ha riportato la Lucchese con i piedi per terra e il pubblico (sempre meno numeroso) è uscito deluso dal Porta Elisa.
Una squadra impaurita, che si è smarrita dopo il vantaggio pratese e che non è riuscita ad assimilare il nuovo modulo troppo spregiudicato. Tanti gli interrogativi, dalla sterilità offensiva di Pozzebon, che oltre a segnare poco (un gol in cinque gare) è isolato in avanti e non ha ancora l'istinto del killer, come nell'occasione all'88' che poteva dare il 2-1 alla Lucchese. Inoltre è lecito domandarsi per quale motivo il rigore è stato calciato da Fanucchi, che era il grande ex di turno e proprio sotto la curva Ovest che continua a contestare il fantasista lucchese. Un altro tema da discutere.
Numeri allo specchio. Esaminando i numeri nudi e crudi, anche se siamo solo alla quinta giornata, la Lucchese di Baldini ha cinque punti (uno a partita), tre in meno della gestione di Guido Pagliuca che dopo sei turni aveva otto punti, frutto delle vittorie contro Gubbio e Pontedera e dei pareggi con Santarcangelo e Savona. Unica sconfitta sul campo del Prato. Parità nei gol subiti (6 nella gestione Pagliuca, altrettanti in quella Baldini) con un numero inferiore di reti realizzate in questi prima 450 minuti (cinque contro gli otto di un anno fa). È solo una disamina statistica, ma che deve essere uno stimolo a ricompattare la squadra e ripartire. La Pistoiese è uno scoglio importante, un derby molto sentito dalle tifoserie. Derby che, al primo esame, la Lucchese non ha saputo affrontare col giusto piglio, raccogliendo solo un punto tra Siena e Prato. Un momento da superare facendo una riflessione su cosa non ha funzionato. Tutti sono in discussione. A partire dal tecnico massese che proprio quando sembrava avere trovato un'identità tattica, un 4-3-3 più equilibrato con due mezzali (Calcagni e Monacizzo) ha cambiato due volte, prima col Siena spostando Nolé a metà campo e poi col Prato con Fanucchi trequartista e Terrani e Sartore esterni alti. Senza togliere niente a questi due calciatori forse un elemento di esperienza come Ferretti, esterno di ruolo abile a saltare l'uomo e crossare, avrebbe fatto comodo. Cinque partite sono uno spicchio di campionato, il cammino è lungo e c'è tempo per crescere e migliorare il progetto tecnico.
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