Il Tirreno

Lucca

Bacci arrabbiato, ma ancora fiducioso

di Luca Tronchetti e Feliciano Bechelli
Bacci arrabbiato, ma ancora fiducioso

Dopo la partita si fionda negli spogliatoi e parla con il tecnico: «Non facciamo drammi, alcuni giocatori non hanno risposto»

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LUCCA. Prima incendiario, poi pompiere. Di sicuro molto arrabbiato. Perché tutto si sarebbe aspettato tranne una sconfitta netta e senza attenuanti contro una formazione imbottita di giovani (5 under 20 in campo) e dai costi gestionali decisamente molto più bassi. Andrea Bacci per il momento nelle battute ufficiali davanti ai microfoni in sala stampa cerca di sdrammatizzare e infondere fiducia all’ambiente. Ma certe prestazioni, certe brutte figure che invece di avvicinare allontanano anche i pochi tifosi fedeli rimasti, lui non le vuol più vedere. Perché va bene il gioco (che peraltro non si è ancora visto), ma occorre mettere fieno in cascina e per il momento i 5 punti racimolati in altrettante sfide non sono certo un bel viatico specie se pubblicamente davanti ai microfoni delle tv private e ai taccuini dei cronisti aspiri a un posto nei playoff.

A colloquio con il tecnico. Subito dopo il triplice fischio dell’arbitro il patron rossonero prima scambia qualche battuta poco lusinghiera sulla prestazione della squadra all’ingresso della tribuna autorità. Poi si fionda con aria irata nella stanza dell’allenatore e ci resta diversi minuti. Vuol capire i motivi dell’involuzione e di una sconfitta che non fa una piega contro un avversario che, in teoria, dovrebbe stare dietro alla Lucchese. Ma quando si siede di fronte ai cronisti in sala stampa la rabbia è passata e con grande e insolito self control (l’anno scorso alla prima sconfitta interna con la Carrarese fu assai meno tenero con la squadra e il tecnico di allora ) cerca di inquadrare il match con toni misurati e quasi evangelici: «Non so cosa sia successo. Ma non credo sia il caso di fare più drammi del necessario. Ci sono partite che non riescono come si vorrebbe e la squadra non risponde: quella con il Prato è una di quelle. Niente di drammatico, siamo alla quinta giornata e resto convinto di avere una squadra che può dare risultati diversi. Certo, se si vede la partita di oggi il quadro non è confortante».

Le colpe dei giocatori. Sul derby ha le idee chiarissime: «Il calcio è gioco di squadra e oggi ci sono stati 4-5 elementi che non sono entrati in partita. Ma questo non è il risultato della preparazione o degli allenamenti e nemmeno della scelta di mettere insieme questo tipo di giocatori. Di Masi non può essere caricato di tutte le responsabilità che la squadra in certi momenti gli dà. E ci è andata anche bene, siamo stati fortunati: loro hanno sbagliato veramente tante, ma tante occasioni». Su Baldini, per il momento, rimane la fiducia: «L’allenatore ha cercato di correggere per provare a vincere il derby, ma non è facile. Lo capisco, Baldini: ha cercato di fare qualcosa di diverso per ottenere il risultato pieno».

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