Italia
L’albergatore Marco Giovannetti da S. Salvatore al trionfo spagnolo
MONTECARLO. Quando si può emergere nel Ciclismo senza essere il migliore.Marco Giovannetti,un passista regolare,non veloce ma costante nel passo.Si difendeva in salita, ma non era uno scalatore come...
MONTECARLO. Quando si può emergere nel Ciclismo senza essere il migliore.Marco Giovannetti,un passista regolare,non veloce ma costante nel passo.Si difendeva in salita, ma non era uno scalatore come del resto non era un velocista ed era anche privo di uno spunto veloce. Nel ricordare questa carriera vengono però alla mente momenti gloriosi del ciclismo lucchese.Partendo dalle origini,Giovannetti nacque a Milano nel 1962,la sua passione ciclistica lo fece esordire a 12 anni nella Zanassi. Ma di Milano ricorda poco o niente. Trasferitosi con la famiglia a S.Salvatore di Montecarlo trovò sostegno nella società ciclistica locale con la quale esordì nella categoria Esordienti di secondo anno nel 1975.Furono poche le sue vittorie nelle trafile giovanili, ma l'essere sempre con i primi e la sua serietà(mai una parola fuori posto e mai un compito sbagliato) lo porteranno lontano.Dopo 3 vittorie da dilettante (82 e 83) il suo anno magico.Il 1984 fu per lui un anno in crescendo di risultati fino a conquistare tre vittorie,fra le quali il G.P.Ezio Del Rosso e l'oro Olimpico di Los Angeles nella crono squadre di 100 chilometri per l'Italia assieme all'empolese Marcello Bartalini,al veronese Eros Poli ed al modenese Claudio Vandelli.Un oro che dette a Giovannetti una forte popolarità e che gli consentì l'anno successivo il passaggio al professionismo con la Ariostea. Nel frattempo i suoi tifosi crescevano tanto che lo sportivissimo Luigi Bianchi fondò a S. Salvatore il Club Marco Giovannetti organizzando gite al seguito dell'amato campione che vestì l’azzurro dal 1984 al 1993. Al Giro d'Italia dell'86 vinse la classifica giovani,3 vittorie nell'87,ma soprattutto la vittoria finale alla Vuelta di Spagna del 90 a distanza di 9 anni dall'ultima affermazione italiana con Giovanni Battaglin. Dopo Giovannetti solo Vincenzo Nibali nel 2010 e quest’anno Aru hanno indossato la maglia oro. Oltre all'Ariostea ha vestito le maglie della Gis Gelati, Seur, Gatorade,Elder e Mapei. Con quest'ultima entrò anche nel quadro dirigenziale nel 1994. Al Giro d'Italia del 94 Marostica decretò però prematuramente la fine della sua carriera. Era la decima tappa, Marostica-Marostica, una caduta con conseguenza frattura ad una vertebra lo costrinse al ritiro. Attualmente gestisce ad Altopascio l'Hotel Le Cerbaie.(v.n.)
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