Il Tirreno

Lucca

La Lucchese saluta la Coppa Italia Tim e mister Galderisi

di Luca Tronchetti

Pari nel finale contro la Pro Piacenza che meritava di vincere Nell’anno del ritorno in C la squadra chiude al decimo posto

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La stagione del ritorno in Lega Pro (la vecchia serie C) va in archivio con un pareggio che alla fine serve soltanto alla Pro Piacenza che acciuffa i playout condannando il San Marino alla retrocessione diretta in serie D. Spareggi salvezza che valgono come una promozione per una società-famiglia come la Pro Piacenza, la seconda squadra della città, che nel giro di 5 stagioni è arrivata dalla Promozione ai professionisti e quest’anno è partita con un -8 che lasciava presagire un mesto ritorno nei dilettanti. Invece la squadra di Franzini, in attesa della decisione del Collegio di Garanzia del Coni che potrebbe ridargli parte dei punti tolti ad inizio stagione, senza handicap si sarebbe finita a 45 punti salvandosi a 90’ dal termine. Un finale di stagione amaro per la Lucchese e soprattutto per il suo allenatore Giuseppe Galderisi. Un tecnico che ha conquistato il cuore dei tifosi con il lavoro sul campo, l’impegno quotidiano e il gioco espresso da una squadra che in piena zona salvezza è riuscita non soltanto a salvarsi con sette turni d’anticipo, ma a sciorinare almeno a tratti un gioco divertente, spumeggiante e redditizio. Un punto conquistato nelle ultime partite è la spia di un disagio. Qualcosa si è rotto e a pagare saranno allenatore e calciatori. Nanu probabilmente se ne andrà e con lui buona parte della rosa di questa stagione.

Il passo d’addio. Dopo due settimane di assenza Giuseppe Galderisi si è presentato in sala stampa a fine partita. Pesando le parole che suonano come un commiato: «Della mia posizione inizieremo a parlare a partire da lunedì. Ma oggi voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno dato questa opportunità di lavoro. Con questi ragazzi straordinari per impegno, volontà e abnegazione abbiamo raggiunto gli obiettivi che si poneva la società (la salvezza, ndr) e possiamo camminare a testa alta». Più chiaro di così.... Sottovoce, com’è nel suo stile misurato, parla di miracolo sportivo il tecnico piacentino Arnaldo Franzini: «Alla vigilia del campionato alzi la mano chi non additava la Pro Piacenza come la candidata unica per la retrocessione diretta. Invece siamo ancora a giocarci la permanenza in Lega Pro. Se il Collegio di Garanzia non ci renderà almeno due punti affronteremo il Gubbio altrimenti il Forlì. Sono fiducioso perché contro una formazione importante come la Lucchese oggi avremmo meritato di vincere».

Addio alla Coppa Italia Tim. Il pareggio ottenuto al Garilli ha arrestato l’emorragia di sconfitte (4 di fila), ma ha sancito l’addio della Lucchese alla Coppa Italia Tim. A quota 48 i rossoneri hanno raggiunto il Pontedera sconfitto a S. Arcangelo di Romagna. Ma a parità di punti la formazione di Galderisi è in svantaggio su quella di Indiani per la differenza reti. La Lucchese s’impose al Porta Elisa per 1-0, ma venne sconfitta al Mannucci per 2-0. E così i granata conquistano il nono posto mentre i rossoneri dovranno sperare nel fallimento di tre club di A, B o che hanno conquistato i primi nove posti nei tre gironi di Lega Pro per rientrare nella competizione.

L’ultima partita dell’anno. Un’altra prestazione sottotono della Lucchese che dopo un primo tempo senza emozioni ad inizio ripresa si fa uccellare da una triangolazione Caboni-Matteassi-Speziale con la punta emiliana che da due passi infila Pazzagli. L’ingresso di Strizzolo al posto dell’esordiente Russo e quello di Benedetti per Degeri si rilevano determinanti. Ma francamente è un caso. Perché la Pro Piacenza fallisce due volte il raddoppio colpendo altrettanti legni con Alessandro prima e Speziale poi senza riuscire a chiudere il match e viene beffata a 2’ dal termine da una ripartenza con Strizzolo che si beve mezza difesa mal posizionata e serve su un piatto d’argento una palla che l’isolato Benedetti spinge alle spalle di Alfonso. Finisce 1-1. L’onore, almeno quello, è salvo.

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