Il presidio
L’ATTACCANTE NEROVERDE: «DA GENNAIO DIVERTono E FANNO PUNTI»
LUCCA. È come il vino buono. Migliora invecchiando. Corrado Colombo, «Gianburrasca» per i tanti allenatori che ha avuto in carriera quando calcava i campi di A e B, non ha intenzione di appendere gli...
LUCCA. È come il vino buono. Migliora invecchiando. Corrado Colombo, «Gianburrasca» per i tanti allenatori che ha avuto in carriera quando calcava i campi di A e B, non ha intenzione di appendere gli scarpini al chiodo. Giocherà nel Tuttocuoio anche nella prossima stagione in Lega Pro con la maglia numero dieci (come i gol realizzati in campionato) e la fascia di capitano attorno al braccio. «Sto bene, mi diverto come un matto e quindi non è ancora giunto il momento di sedermi dietro una scrivania a fare il direttore sportivo come mi avevano proposto in società. La prossima stagione avrò 37 anni. Lontano da un calcio becero e pieno di squali mi sento in famiglia in una piccola realtà come quella di Ponte a Egola-San Miniato. Ho tutto ciò che mi serve per rendere al meglio: affetti e serenità. Quello che mi è mancato nei burrascosi periodi in cui mi confrontavo con le grandi società del calcio che conta». Colombo ha passato anni difficili in club afflitti da gravi problemi societari, da un tifo politicizzato e in qualche modo legato alle scommesse illegali. «La prima cosa che ho detto quando sono arrivato quì è stata quella di giocare per divertirmi. Basta con i ritiri punitivi, le contestazioni, le violenze degli ultras. Da queste parti e in questa società ho trovato i valori antichi quelli che mancano nel calcio odierno. Giocare con il Tuttocuoio è come giocare con gli amici. Presidenti che non si promettono grandi cifre, ma che mantengono tutti gli impegni nei tempi e nei modi stabiliti ad inizio stagione. Abbiamo un magazziniere degno della serie A tanto che quando entro nello spogliatoio trovo tutto il materiale sportivo in ordine cosa che spesso non accadeva neanche tra i cadetti. Poi ho un rapporto speciale con il mister Massimiliano Alvini. È l’unico allenatore che mi ha sopportato per più di 12 mesi. Perché è intelligente e a livello umano non ha eguali. Per me è un amico più che un allenatore e anche quando abbiamo diversità di vedute ce lo diciamo in faccia apertamente senza coltellate e colpi bassi. Lui è davvero un valore aggiunto per questa squadra». La sfida con la Lucchese capita a fagiolo: «Da gennaio la squadra si è rafforzata. Con Galderisi in panchina pratica un bel calcio e pure redditizio tanto che nel girone di ritorno i rossoneri sono tra i primi cinque in classifica. Per noi però sarebbe la ciliegina sulla torta di una stagione esaltante riuscire a batterli e a conquistare il nono posto utile per giocare la Coppa Italia Tim con le squadre di A e B. Nolé? Un ragazzo eccezionale e un ottimo giocatore. Già in passato volevano che tornasse a San Miniato e sono certo che per la prossima stagione il Tuttocuoio si muoverà per cercare di riportarlo a casa. I giovani in maglia neroverde? Noi, contrariamente ad altre società che si riempiono la bocca a discorsi, ne schieriamo sempre cinque. I migliori? Se non si perdono per strada Deiola e Gargiulo sono da serie A».
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