Bacci non cambia idea: "O i lavori o la terza categoria"
Il presidente della Lucchese minaccia di non iscrivere la squadra in Lega Pro se non saranno fatti gli interventi sulle torri-faro. In serata incontro con il sindaco
LUCCA. Slitta dopo le 20,30 del 13 aprile l'incontro tra il sindaco Alessandro Tambellini e il presidente della Lucchese, l'imprenditore del Bisenzio Andrea Bacci, sulla situazione legata al mancato iniziato dei lavori per l'adeguamento dell'impianto di illuminazione dello stadio Porta Elisa. Le posizione al momento sono distanti, ma se le parti dimostreranno buona volontà un accordo è sempre possibile.
Il presidente rossonero imputa al Comune il mancato adempimento della convenzione in quanto il sistema di illuminazione del Porta Elisa non rientra nei parametri stabiliti dalla Lega Pro. La messa a norma e l'adeguamento, essendo un'opera di straordinaria manutenzione, spetta al Comune visto che in quest'annata calcistica la Lucchese ha giocato in deroga sino al 31 marzo scorso perché era una neopromossa. Andrea Bacci proprio in quella data ha chiesto per scritto alla Lega Pro una proroga del termine di adeguamento dell'impianto di illuminazione dello stadio e si è sentito rispondere il 9 aprile scorso che "qualora l'impianto di illuminazione non garantisca i valori minimi previsti dal Sistema Licenze Nazionali non sarà possibile la concessione di deroghe di sorta e il Porta Elisa non potrà essere utilizzato per la disputa delle partite ufficiali delle competizioni di Lega". Entro il 15 giugno funzionari della commissione impianti sportivi effettueranno un nuovo accesso al campo sportivo e se l'impianto risulta inadeguato dovranno comunicare l'inidoneità dello stesso alla Commissione Criteri Infrastrutturali della Figc.
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Bacci minaccia di non iscrivere la squadra al prossimo campionato di Lega Pro senza la garanzia che l'impianto di illuminazione sia realizzato nei termini: "Non se ne parla nemmeno di giocare altrove. O si gioca al Porta Elisa o iscrivo la Lucchese in Terza categoria. - dice il presidente che adesso detiene l'85% delle quote - Ho speso centinaia e centinaia di migliaia di euro per lo stadio e non intendo essere costretto ad emigrare in altri campi e accollarmi gli ulteriori costi. Il Comune è inadempiente e se i lavori non verranno fatto entro l'inizio della prossima stagione sono pronto a chiedere i danni. L'incontro di stasera? Il sindaco mi dovrà dice cosa intende fare. Perché la mia posizione non la cambio. E se la Lucchese non s'iscrive i tifosi sanno con chi debbono prendersela".
La verità è che nel 2007 (amministrazione di centrodestra) l'allora segretario sportivo inviò una lettera all'ufficio sport del Comune di Lucca per far presente il pericolo delle due torri faro, una collocata tra la curva ovest e la tribuna e l'altra tra la curva e la gradinata, che presentavano una pendenza del 10% con rischio di cedimenti strutturali e quindi andavano sostituite. L'amministrazione era consapevole della problematica che poteva essere risolta. In che modo? All'epoca una compagnia telefonica che doveva installare un ripetitore si era resa disponibile ad effettuare la sostituzione delle torri faro. Dal Comune nessuno si fece più vivo con il club rossonero e la vicenda dell'impianto di illuminazione rimase lettera morta. Due fallimenti a distanza di 33 mesi l'uno dall'altro hanno fatto il resto. E adesso con la richiesta della Lega Pro di potenziare i punti luce dello stadio per le riprese televisive i problemi sono venuti a galla.
Il sindaco Alessandro Tambellini e gli assessori Francesca Pierotti (delegata all'edilizia sportiva) e Celestino Marchini (allo sport) si difendono sostenenendo che nel piano delle opere pubbliche è stato stanziato un investimento di 350mila euro per sostituire le torri e potenziare l'illuminazione. "I lavori li faremo, ma ci sono regole da rispettare sugli appalti. Abbiamo già preso i contatti con i vertici della Lega Pro e presenteremo il nostro piano triennale. Crediamo che un accordo si troverà. Da parte nostra c'è la volontà di effettuare i lavori".
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