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Basket Le Mura, 40 minuti per uno scatto d’orgoglio
Ultima chiamata per le biancorosse che domani alle 20,30 affrontano Ragusa Servono aggressività e carattere per mettere in difficoltà la squadra siciliana
LUCCA. Quaranta minuti per il riscatto, per regalare finalmente una soddisfazione ai tifosi, per non concludere anzitempo una stagione avara di gioie e di vittorie di rilievo.
Sono quelli che attendono il Basket Le Mura domani sera alle 20,30. L’occasione è garadue del primo turno dei playoff scudetto contro la Passalacqua Ragusa. Squadra dall’organico sicuramente più forte e più lungo ma che non attraversa il suo momento migliore.
Lo ha dimostrato anche in garauno, vinta 54-46, sempre controllata dalle siciliane, che però dopo un buon primo tempo hanno avuto molte pause, consentendo a Gesam Gas di rientrare dal -20. Proprio la consapevolezza che anche Ragusa non sembra attraversare il periodo di massima forma può e deve dare coraggio alle biancorosse.
Che per vincere devono scendere in campo con l’aggressività, la grinta, il carattere giusti e non certo con quell’atteggiamento da squadra già in vacanza dimostrato nei primi 20’ al Palaminardi.
Sarà in grado Le Mura di trasformarsi rispetto alla prima sfida? Difficile ipotizzarlo, visto che – se si prendono in considerazione le cifre – solo una volta le biancorosse hanno battuto una squadra che le precede in classifica, ovvero Umbertide, nella penultima giornata del girone di andata. Questa formazione non ha mai avuto acuti, la ricostruzione della scorsa estate, doverosa dal punto di vista del progetto Le Mura dopo i tanti addii, ha incontrato molte difficoltà. Soprattutto sotto il profilo della mentalità, dell’aspetto psicologico, dell’approccio alle gare.
Adesso comunque la parola torna al campo. Un successo proietterebbe Le Mura a garatre, in programma sabato 11 in Sicilia. Una sconfitta farebbe calare il sipario su una stagione che – comunque vada – ha fatto perdere appeal al Basket Le Mura e ha visto un calo vorticoso di interesse intorno alla squadra. Non è un caso che i dirigenti e il tecnico – che qualche mea culpa lo debbono pur fare - da tempo siano impegnati nella programmazione della prossima stagione, che nelle intenzioni dovrebbe essere quella dell’immediato rilancio.
Prima però c’è garadue. Quella del colpo di coda, quella in cui bisogna dare tutto e di più. Almeno una volta in una stagione.(r.l.)
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