Il Tirreno

Lucca

IL PERSONAGGIO

George Biagi, il rugbista profeta in due patrie

di Nicola Bellanova
George Biagi, il rugbista profeta in due patrie

Lucca: nato in Scozia da genitori emigrati da Barga è un pilastro della nostra Nazionale. E con gli azzurri è stato protagonista a Murrayfield, tempio della palla ovale

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BARGA. Non è facile essere profeta in patria, figuriamoci in due patrie. Eppure, smentendo ogni massima filosofica, per George Fabio Biagi, il 28 febbraio 2015 è una data che resterà impressa per tutta la vita.

La giovane seconda linea delle Zebre Parma, infatti, inserito nel quindici iniziale, è stato uno dei pilastri su cui l'Italrugby ha sbancato il catino di Murrayfield, tempio della palla ovale scozzese. Un successo, quello azzurro, che nel Sei Nazioni mancava da due anni, e che George Biagi ricorderà perchè ottenuto proprio nella terra dove è nato, vissuto e cresciuto sportivamente. Una favola da raccontare, perché suggella il solido e storico legame tra Barga (dove vive da anni coi suoi genitori) e l'Oltremanica, terra di emigrazione nei primi del secolo e resa ancora più opulenta dal lavoro dei barghigiani approdati in Scozia.

Tutti gli amici d'infanzia sono partiti da Irvine, così come i parenti rimasti lì. Al momento degli inni nazionali, c'è da scommetterci, a George saranno venuti in mente mille pensieri, e forse un pizzico di commozione. Poi, col fischio dell'arbitro, si è pensato solo al match decisivo per evitare il "cucchiaio di legno", ma dopo è stata festa per tutti. Il campo recita 19-22, i tifosi in kilt restano ammutoliti, e la stampa britannica non lesina critiche alla squadra di casa.

E, soprattutto, il figlio di quella terra tornato in Italia. Il forte giocatore bargoscozzese, in Gran Bretagna, ha lasciato un pezzo di cuore, le zie e tanti componenti della famiglia Biagi arrivata oltre Manica con il nonno Giorgio e la nonna Liana. A Barga, dove lavorano e vivono sia il padre Michael (che fa la spola con la Scozia) che la madre Rosanna Marini e dove ha trascorso buona parte dell’infanzia e dell’adolescenza. La storia, è tutta da raccontare, fatta di passione e professionalità. Subito dopo la guerra nonno Giorgio e nonna Liana emigrarono e cominciarono ad avviare attività commerciali, ristoranti, una fabbrica di gelato. Il padre Michele gestisce un'attività in Scozia pur vivendo a Barga, dove ha un'avviata agenzia immobiliare. George cresce in Gran Bretagna, dove si appassiona al rugby mentre frequentava il Fettes College di Edimburgo.

Trasferitosi a Milano per studiare all'Università Bocconi (gli manca solo un esame alla laurea), ha militato dapprima nel Grande Milano e in seguito nell'Amatori. Da lì in poi, un crescendo rossiniano: prima il campionato italiano Super 10 coi Cavalieri Prato, poi la stagione successiva alla squadra degli Aironi impegnata in Celtic League. Dopo lo scioglimento degli Aironi per motivi economici, avvenuto nel 2012, Biagi è passato al Bristol per giocare nella RFU Championship, e nel 2013 ha poi fatto ritorno in Italia firmando un contratto con le Zebre Parma. Le prestazioni con gli emiliani sono state notate da coach Brunel, commissario tecnico degli azzurri, che il 15 maggio scorso a Roma, contro il "dream team" dell'Inghilterra, decise che per George era scoccata l'ora dell'esordio in Nazionale. Il resto è storia nota, come l'umiltà di questo ragazzo dalla faccia pulita, premiato nel luglio scorso nella sua Barga col San Cristoforo d'oro, la massima onoreficenza cittadina.

 

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