Italia
Lucchese, a breve l’incontro per ripartire le quote sociali
Ma per andare dal notaio e suggellare l’eventuale nascita della holding locale c’è ancora oltre un mese di tempo. Una società sempre più Bacci dipendente
LUCCA. Forse già in settimana i soci lucchesi si incontreranno per dar vita al nuovo soggetto giuridico che li rappresenti più o meno tutti: la holding che dovrebbe chiamarsi «Lucchese Partecipazione» e potrebbe estendersi in futuro anche ad altri soggetti interessati. L’idea, sponsorizzata da tempo soprattutto dai soci lucchesi Leonardo Zappelli e Arnaldo Moriconi (presente nella società attraverso l’emittente tv Città Digitali), ha già preso forma e sarà messa nero su bianco per poi essere presentata dal notaio che dovrà modificare lo statuto e la compagine societaria. Ma non c’è fretta perché l’operazione potrà andare in porto entro fine marzo. La inevitabile redistribuzione delle quote vedrebbe i soci lucchesi ridurre la partecipazione dal 46 al 13%. Da quanto si è appreso a fare la parte del leone nella compagine lucchese sarebbero la Città Digitali, Leonardo Zappelli e Carlo Bini a cui andrebbe circa il 3% mentre tutti gli altri - da Marco Gonzadi a Carmelo Sgrò, da Gianni Nannini a Gianluca Campani sino a Moreno Micheloni - scenderebbero a livello personale all’1%. Stando così le cose l’imprenditore del Mugello, Andrea Bacci, è destinato attraverso la Coam e il fratello Simone ad incrementare la sua partecipazione sino al tetto dell’87%. Un impegno decisamente importante specie in fase di ricapitalizzazione a fine anno quando il passivo dovrà essere ripianato. Intanto oggi incombono sulle società di Lega Pro gli obblighi contributivi e fiscali e i club sono chiamati a far fronte alle scadenze Co.Vi.Soc. con il pagamento di stipendi e contributi dei calciatori e dei tecnici tesserati. Al momento nelle casse sociali sono arrivati poco meno di 40mila euro relativi alle contribuzioni legate al minutaggio e all’organizzazione del settore giovanile per i mesi di ottobre, novembre e dicembre. Società come la Lucchese che, almeno in parte (e da novembre in poi c’è stato un cambio di strategia), puntano sui contributi e che devono pagare ai calciatori stipendi medio bassi in media per un bimestre spendono all inclusive dai 170 ai 200mila euro. Ma oggi c’è altro appuntamento importante: l’assemblea di Lega Pro con Macalli sul banco degli imputati. Il guaio è che all’ordine del giorno non c’è l’approvazione di un bilancio non ancora approvato. E l’impressione che, ancora una volta, tutto rimanga com’è cresce ora dopo ora nonostante scandali e telefonate registrate.
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