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IL PILASTRO DELLA SPAL: «MAI SCONFITTO AL PORTA ELISA»

di Luca Tronchetti
IL PILASTRO DELLA SPAL: «MAI SCONFITTO AL PORTA ELISA»

LUCCA. Il Porta Elisa per lui non è un tabù. Marcello Cottafava, 37 anni, fisico da giocatore di rugby (non è un caso che il padre Edano negli anni Settanta fosse un pilastro del Cus Genova e della...

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LUCCA. Il Porta Elisa per lui non è un tabù. Marcello Cottafava, 37 anni, fisico da giocatore di rugby (non è un caso che il padre Edano negli anni Settanta fosse un pilastro del Cus Genova e della nazionale), ad inizio carriera quando indossava la maglia della Carrarese non ha mai perso contro i rossoneri a Lucca. Una vittoria (1-2 con reti di Paco Soares e Nardi e con in panchina il tecnico Giovanni Pagliari) e un pareggio (1-1 alla terza di campionato) tra il 1999 e il 2001. L’esperto centrale difensivo torna al Porta Elisa quindici anni dopo con indosso la maglia biancazzurra della Spal. «Una società seria e ambiziosa che mi ha fatto un anno e mezzo di contratto e che voglio aiutare a conquistare in fretta una meritata salvezza» dice l’esperto difensore che l’anno scorso ha sfiorato la promozione in serie A con il Latina: «Un’annata irripetibile. Siamo stati a 20 minuti dal sogno. Poi il Cesena ha segnato e si è guadagnato un posto nell’olimpo del calcio. Perché non sono rimasto a Latina in B? Perché quel ciclo si era esaurito e non c’erano più i presupposti per proseguire. Ero in scadenza e a gennaio ho dato la mia disponibilità a cercarmi un’altra squadra. Non sono mancate le proposte a alla fine ho scelto Ferrara. E devo dire di aver fatto la cosa giusta». Rispetto ai suoi esordi la serie C o Lega Pro che dir si voglia è completamente cambiata: «La crisi economica ha indotto i club a puntare sui giovani. Dieci anni fa il livello qualitativo era decisamente più elevato. Ma di contro la media età era alta e a volte per un giovane era impossibile mettersi in evidenza. Oggi di vecchietti in categoria ne incontri pochi. Nella Lucchese ci sono due calciatori molto bravi che ho incrociato spesso nella mia carriera: Biagio Pagano e Nicola Mingazzini. Il primo è un attaccante esterno molto rapido e bravo a saltare l’uomo. Dovremo stare molto attenti e limitarne il raggio d’azione». Sette punti nelle ultime tre partite prima dell’immeritata sconfitta al Del Duca: «Contro l’Ascoli non meritavamo di perdere ci hanno fischiato un rigore contro inesistente che ha permesso alla capolista di vincere la partita. C’è rammarico, ma abbiamo la consapevolezza che contro la Lucchese possiamo riscattarci». A Ferrara da queste parti non vincono dal 1973 (rigore del compianto Mongardi alla vigilia di Pasqua): «Mi hanno detto della rivalità che esiste con i rossoneri per episodi avvenuti ormai quasi 40 anni fa. Vincere su quel campo sarebbe una grande impresa, ma l’importante di questi tempi è muovere la classifica. Di una cosa sono certo: sarà una bella partita. La Spal non fa barricate e gioca un calcio propositivo sfruttando le corsie esterne. Abbiamo tanti giovani interessanti come Lazzari, Landi, Finotto, Gerbaudo, Aldovrandi e il portiere Menegatti che possono fare la differenza. Il mio futuro? Se il fisico mi regge gioco ancora un paio d’anni. Poi mi vedo più in tuta da allenatore che dietro una scrivania da ds o manager».

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