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Lucca

IL MEDIANO DEL PONTEDERA: «UN SOGNO GIOCARE PER LA MIA CITTA’»

di Luca Tronchetti

LUCCA. È arrivato nei professionisti a 24 anni facendo tanta gavetta e mangiando tanta polvere. Adesso Paolo Bartolomei, 26 anni ancora da compiere, lucchese di Valdottavo, è diventato un pilastro...

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LUCCA. È arrivato nei professionisti a 24 anni facendo tanta gavetta e mangiando tanta polvere. Adesso Paolo Bartolomei, 26 anni ancora da compiere, lucchese di Valdottavo, è diventato un pilastro del Pontedera e con la partenza di Grassi e Caponi si è conquistato i galloni di vice capitano e un ruolo da leader in campo. Sogna un giorno di indossare la maglia rossonera e giocare in uno stadio magico come il Porta Elisa che lo ha visto, tifoso di curva, negli anni dove spopolava un certo Tony Carruezzo, idolo indiscusso del Duemila.

Nemo propheta in Patria Quella maglia amata e blasonata nessuno gli ha mai dato l’opportunità di indossare. Neanche da bambino. Eppure Bartolomei ha realizzato quello che tanti tifosi della Lucchese immaginano con la fantasia: segnare il gol della vittoria nei minuti di recupero all’Arena Garibaldi contro il Pisa. Lui ce l’ha fatta. È accaduto l’anno scorso quando i granata hanno battuto i nerazzurri proprio grazie alla sua rete a un soffio dal triplice fischio. «Nessuno mi ha mai regalato niente. - racconta l’esterno di centrocampo che adesso potrebbe giocare centrale davanti alla difesa - E se milito nei professionisti lo devo al ds Paolo Giovannini e al mio procuratore. Hanno creduto in me e penso di averli ripagati con l’impegno e il sacrificio quotidiano». Inizia nel Valdottavo, un anno nelle giovanili del Prato e poi, nell’ultima stagione nei professionisti del Castelnuovo, sette apparizioni con i gialloblù in Coppa Italia. «Il crac del club della Valle mi ha costretto a ripartire dall’Eccellenza: Castelnuovo e quattro anni alla Massese di cui due in D. Poi la magnifica avventura con il Pontedera. Abbiamo 32 punti a 15 giornate dal termine. Una classifica importante per una squadra che in rosa ha soltanto cinque over e tutti under 21. Oltretutto abbiamo conquistato anche la semifinale di Coppa Italia battendo la Casertana che ha un organico decisamente più esperto». A gennaio lo voleva il Catanzaro (Lega Pro, girone C), ma ha deciso di rimanere: «Sono circondato da persone serie con un allenatore di grande carattere che ti fa dare il meglio in ogni partita. Per me è un dovere morale contribuire alla salvezza dei granata». All’Ettore Mannucci arriva la «sua» Lucchese: «All’andata giocammo la peggior partita della stagione. Il mister in questa settimana ce lo ha ripetuto in continuazione. Adesso si presenta l’occasione di riscattare quella prova scialba. Non sarà facile perché di fronte abbiamo una compagine che non c’entra nulla con quella affrontata all’inizio del campionato. Una rosa forte e ben miscelata che non a caso non perde da dieci partite consecutive. Ma noi abbiamo l’obbligo di provarci. Stiamo bene fisicamente e convinti di disputare una buona prestazione. Chi pensa che potremo accontentarci di un punto non sa che il Pontedera sul suo terreno gioca sempre per fare risultato pieno».

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