Il Tirreno

Lucca

Aloisi cerca punti per restare a galla

di Luca Tronchetti
Aloisi cerca punti per restare a galla

Era responsabile di un vivaio marchigiano: «Voglio capire se sono da Lega Pro»

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LUCCA. Per Antonio Aloisi, 46 anni, ex roccioso difensore di Ascoli, Torino, Cagliari, Cesena e Reggina tra serie A e serie B quella di Savona è l’occasione della vita. Sinora aveva sempre curato il settore giovanile (Reggina, Ascoli e una parentesi di un mese ad Avellino) cercando di migliorare l’aspetto tecnico-tattico e umano dei suoi ragazzi. Un mese fa invece è arrivata la chiamata inattesa di una formazione di Lega Pro. «Sono fermo da quasi due anni e avevo preso un impegno come responsabile del settore giovanile del Calcio Lama (la formazione marchigiana di Castel di Lama) quando mi è arrivata l’inattesa telefonata di un dirigente che avevo conosciuto due anni fa e che oggi lavora per la squadra ligure. - racconta Aloisi - Ho colto al volo l’occasione e mi sono messo in gioco: voglio capire se sono in grado di allenare in Lega Pro, un campionato molto complicato. Non sono tipo che si nasconde dietro un dito: se hanno chiamato me significa che ci sono problemi anche a livello societario. La situazione non è rosea e dobbiamo assolutamente puntare sull’utilizzo dal primo minuto di almeno tre-quattro under 21. Ma la presenza di un imprenditore serio e preparato come il cavalier Delle Piane dev’essere una garanzia e uno sprone per tutti quelli che vanno in campo. Nessuna smobilitazione: Delle Piane cederà la squadra a fine stagione a un gruppo interessato all’acquisto. Ma sino a fine anno garantisce lui. Noi dobbiamo soltanto pensare a giocare e a conquistare sul campo la salvezza». Aloisi si definisce un sergente di ferro dal volto umano: un mix tra Castagner e Bersellini. «Sono molto legato ai metodi di Castagner che ho avuto la fortuna di conoscere da calciatore. Oltre alla grande competenza calcistica, aveva sempre una parola d’incitamento o un gesto affettuoso nei confronti di chi giocava meno. Con i miei ragazzi mi comporto allo stesso modo. E sul campo, durante gli allenamenti, ho la stessa attitudine al lavoro e alla disciplina che aveva Bersellini. Esigo serietà e rispetto delle regole». Non ha un modulo preciso di riferimento, ma cerca di utilizzare quello che più si addice alle caratteristiche dei suoi calciatori: «Il mio predecessore (Di Napoli) optava per il 3-5-2. Non c’è tempo per fare esperimenti e io vado avanti con quel modulo. La Lucchese? Squadra dinamica e con soluzioni importanti. È uno spareggio e noi vogliamo vincerlo. Al 95’ poi tireremo le somme».

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