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Esposito, l’occhio dell’Empoli in Lucchesia

Esposito, l’occhio dell’Empoli in Lucchesia

Osservatore azzurro da più di dieci anni ha portato al vivaio di Monteboro Rugani, i fratelli Gemignani, Ricci e Frugoli

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LUCCA. L'occhio dell'Empoli sulla Lucchesia. Si chiama Franco Esposito, 51 anni, originario di Napoli (quartiere del Vomero) e da trent'anni residente nella periferia della città. Il merito ad aver scoperto una serie di talenti made in Lucca e averli portati alla corte del presidente Corsi nelle splendide strutture sportive di Monteboro. Dall'azzurro Daniele Rugani, 20 anni, da Ponte a Moriano, ormai in pianta stabile alla corte del Ct Antonio Conte e in predicato l'anno prossimo di vestire la maglia della Juventus, al portiere Matteo Ricci, classe 1994, titolare in pianta stabile del Pontedera in Lega Pro e scovato a Nozzano sino a Daniel Gemignani, 20 anni, oggi al Barletta e nazionale under 18 di serie C e Diego Frugoli, 19 anni, attualmente in forza alla Pistoiese. E il prossimo campioncino in erba sempre di scuola Empoli è Andrea Gemignani, 19 anni, fratello di Daniel, terzino sinistro punto fermo della Primavera azzurra e già convocato nella nazionale under 19 guidata da Alessandro Pane.

«Dieci anni fa un amico (Lorenzo Iorio) mi ha proposto di lavorare come osservatore dell'Empoli alla scoperta di talenti sui campi della Toscana e in particolar modo della Lucchesia. Tra campionati regionali e provinciali Giovanissimi ed Esordienti vedo sedici partite al mese e annoto tutto in maniera meticolosa. Quando noto qualche ragazzo che si muove in campo con semplicità, ha un buon fisico e senso della posizione vado a parlare con la società e concordiamo un provino a Monteboro attraverso il responsabile degli osservatori Paolo Mussi e il dg del settore giovanile azzurro Marco Bettelli». E spesso Franco Esposito azzecca i talenti in erba: «La famiglia è fondamentale nella crescita di un ragazzo. Di solito quelli che arrivano a giocare nei professionisti hanno genitori che non danno troppo peso al fatto che il figlio giochi nelle giovanili di un club che galleggia tra A e B come l'Empoli. E loro stessi scendono in campo con la passione del divertimento e si applicano in allenamento con il sorriso sulle labbra. Troppo stress, da parte dei genitori o dei ragazzi stessi, non aiuta nella formazione fisica e mentale. Tutto deve essere preso con leggerezza senza la smania di arrivare a tutti i costi. Impegno, serietà, disciplina, ma soprattutto divertimento».

E nel mirino del talent scout lucchese ci sono tanti altri ragazzini della Lucchesia e della Piana. «Qualche nome? Donati classe 2001 della Folgore Segromigno, Cesaretti e Vannucchi del 2002 in forza agli Aquilotti di S. Anna e Rossi un ragazzino con molta personalità nonostante i suoi 11 anni e mezzo. Il mio cruccio più grande? Vedere la Lucchese, la squadra della mia città adottiva, non riuscire a strutturarsi a livello giovanile. Dai tempi di Rossi, Vannucchi e Marianini ogni volta che qualcuno mette mano al vivaio, linfa vitale per le società, non riesce a completare l'opera perché accade qualcosa a livello extracalcistico che blocca il progetto. Un vero peccato perché ci sono tanti bravi calciatori in prospettiva futura a Lucca e dintorni. Se a livello nazionale non si torna ad investire sul settore giovanile sarà impossibile competere a livello europeo e mondiale»(l.t.)

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