Il Tirreno

Lucca

IL LIBRO SUL CALCIO

Lucca United ospita lo scrittore Pippo Russo

Luca Tronchetti
L'autore del libro "Gol di rapina" nella sede di Lucca United
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L'autore del libro "Gol di rapina" nella sede di Lucca United

Nella sede della cooperativa dei tifosi il giornalista sociologo traccia un quadro impietoso sul calcio globale e sul destino dei club: "Inter nelle mani di Golden Sachs, Parma tecnicamente fallito"

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LUCCA. Un calcio moribondo, senza speranza di futuro con società finanziarie, banche, fondi di investimento, oligarchi, agenti e procuratori padroni assoluti del destino dei club e dei calciatori e tifosi spesso inconsapevoli e lasciati volutamente nell’ignoranza da chi guida quello che un tempo era il gioco più bello del mondo. L’incontro nella sede di Lucca United dello scrittore-sociologo-giornalista Pippo Russo, voluto dalla cooperativa dei tifosi rossoneri, è stato non solo l’occasione per presentare l’ultima fatica dell’autore – il libro di 296 pagine “Gol di rapina, il lato oscuro del calcio globale” – ma anche quella per fare il punto su come l’azionariato popolare può cercare di frenare la discesa agli inferi e la perdita di valori etici e morali di un pallone sempre più malato e drogato. E la diagnosi lascia poche speranze nonostante l’impegno e la determinazione degli appassionati consapevoli come i soci di Lucca United (oltre 400 tifosi) la prima cooperativa di supporters in Italia ad aver acquistato marchio e titolo sportivo: “L’esempio di Real Madrid e Barcellona – dice il giornalista-sociologo – di un azionariato diffuso è inutile quanto dannoso. Perché in quei casi non serve ad indirizzare le strategie a favore di bilanci sani attraverso l’impiego dei ragazzi del vivaio, ma soltanto a creare consenso fine a se stesso. Soltanto entrando nella governance (consiglio d’amministrazione) delle società una tifoseria  consapevole può favorire uno sviluppo armonico evitando voragini di bilancio che comportano fallimenti o interventi di finanziatori esterni in grado di pilotare nei casi limite anche le partite intervenendo su calciatori e dirigenti”.  Dagli oligarchi inglesi padroni di club attraverso finanziarie e fondi di investimento proprietari effettivi dei calciatori, agli agenti oligarchi che attraverso triangolazioni con club minori di B e C spostano campioni e flussi di denaro gonfiando le cifre senza investire il denaro ricavato nel calcio sino al calcio italiano che, attraverso i vertici silenti e conniventi, sta seguendo la rotta di Spagna e Portogallo per rincorrere utili che in realtà sono mere bolle speculative. “Per cambiare effettivamente lo stato delle cose – prosegue Pippo Russo – dobbiamo attendere l’arrivo di una crisi finanziaria identica a quella dei subprime scoppiata alla fine del 2006 negli Stati Uniti e che ha avuto gravi conseguenze sull’economia mondiale. D’altronde il concetto su cui si basa il calcio globale è identico a quello dei subprime: prestiti ad alto finanziario da parte di fondi d’investimento, agenti, finanziarie e banche a club in crisi di liquidità. Speculazioni che portano soltanto a cartolizzazioni e costituiscono ulteriori debiti su debiti già preesistenti”.    

Il caso Italia. Il calcio si riflette sulla politica e sull’economia del Paese. E Russo, dati alla mano, va giù duro. "Il Parma è tecnicamente fallito. Come fa un club così piccolo a permettersi il lusso di avere sotto contratto 300 calciatori e un club estero (Nuova Gorica) è un mistero e si può spiegare soltanto con l’intervento di società finanziarie esterne. E che dire del Catania, appena retrocesso in B, e gestito da un procuratore di calciatori sudamericani che sino all’anno scorso a fatto arrivare nella città etnea decine di argentini spesso mediocri che tarpano le ali ai giovani del vivaio locale? D’altronde se la salute del calcio italiano si giudica dai club milanesi (Inter e Milan) allora stiamo messi male. Dispiace per i tifosi veri e attaccati alla Beneamata, ma Moratti non ha venduto a Erick Thohir. O per meglio dire l’uomo d’affari indonesiano non ha acquistato l’Inter da Moratti. L’Inter oggi appartiene a una delle più grandi banche d’affari mondiali che si è accollata i debiti (250 milioni, 90 dei quali per ripianare le perdite personali dell’ex presidente dell’Inter): Goldman  Sachs. Il Milan invece è completamente fermo. Non può più operare sul mercato se non attraverso scarti e calciatori a fine contratto dei principali club europei (pensiamo ad Essien, Honda, ecc.)".

Affari illeciti. Nel libro di Pippo Russo si parla del lato oscuro del calcio senza negare gli aspetti illegali: "I 4-5 agenti oligarchi primo tra tutti Jorge Mendes che controllano decine e decine di club e migliaia di calciatori e allenatori potrebbero anche condizionare gare se a questo aggiungiamo che certi fondi d’investimento comprendono anche  la partecipazione in agenzie di scommesse si capisce bene qual è lo stato del calcio mondiale. Il fair play finanziario? Platini in questo caso ha agito bene. Ma la Uefa avrà la forza di applicarlo e di resistere o dovrà piegarsi alle pressione di club condizionati da finanzarie, banche, magnati e maneggioni con teste di ponte infiltrate anche nei centri di potere del football?"   

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