Il Tirreno

Lucca

«Siamo in crescita, non temiano gli avversari»

di Luca Tronchetti
«Siamo in crescita, non temiano gli avversari»

Mister Brevi sa come si batte la Lucchese: da calciatore 14 anni fa a Como segnò il gol della vittoria

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LUCCA. Oscar Brevi sa come si batte la Lucchese. Quattordici anni fa con la maglia del Como un suo gol inflisse il colpo del ko ai rossoneri nei minuti finali della sfida al Sinigaglia tra i lariani e la formazione allora diretta da Viscidi. Una rete da centravanti, lui che in realtà era un difensore centrale. «Già - sorride il tecnico della Spal, poche parole e tanti fatti - Mi arrivò un cross dalla destra, Carruezzo (giocava con il Como) fece velo e mi ritrovai con la palla tra i piedi all’altezza del dischetto. Superai Montanari e infilai con un diagonale Ambrosio. Sono gol che un difensore non dimentica facilmente». Ma di ricordi non si vive e Brevi - che da calciatore ha iniziato dai campionati minori (Eccellenza) per arrivare a 35 anni in serie A - da cinque stagioni siede in panchina e punta, come fece da calciatore, ad arrivare nella massima categoria. «Il passato è passato e per me conta il presente. E la tradizione favorevole della Spal contro la Lucchese non mi fa certo dormire sogni tranquilli. Le statistiche lasciano il tempo che trovano. Io mi concentro soltanto sul gioco attraverso il duro lavoro settimanale. I rossoneri hanno sposato la linea verde? Non sono i soli. Quasi tutte le formazioni di Lega Pro puntano ad ottenere i contributi federali. Per me che sono arrivato tardi al professionismo (in C2 alla Solbiatese a 27 anni) sarebbe stato drammatico. Sicuramente non ce l’avrei fatta. Io punterei a premiare la meritocrazia: gioca chi vale che abbia 40 anni o 17. Certe regole sono discutibili, ma non le scrivo io. Noi allenatori dobbiamo adeguarci». Non teme la Lucchese e lo dice senza mezzi termini: «Puntiamo a bissare il successo ottenuto contro l’Ascoli. Intendiamoci, non ho nulla contro i rossoneri che possono disputare un ottimo campionato. Sono una buona squadra sul piano dell’organizzazione di gioco, della corsa e della determinazione. Ma io credo molto nella mia Spal che può giocarsela con tutti e non deve aver paura di nessuno. Il campionato è livellato e al di là del Pisa e forse dell’Ascoli le altre sono sullo stesso piano. Il nostro obiettivo è lavorare in prospettiva futura per costruire qualcosa di importante e duraturo». Il modulo non conta (4-4-2, 4-3-1-2 o 3-5-1-1) e i giocatori devono adattarsi alle esigenze e all’avversario: «In questa prima fase del torneo abbiamo avuto diversi infortuni o squalifiche nel pacchetto arretrato. E in panchina abbiamo soltanto ragazzi giovani, ma estremamente interessanti». Si è fermato (out tre settimane) l’ex Cittadella, Gasparetto e manca lo squalificato Silvestri mentre rientra l’esperto Giani al centro della difesa: «La squadra è in crescita e noto miglioramenti tecnici, tattici e fisici. L’avvio è stato negativo con la sconfitta interna con il Pontedera quando siamo rimasti in nove e quella di Savona. Ma il gruppo è coeso e superato il contraccolpo psicologico ha reagito da grande squadra sospinta da un pubblico affamato di vittorie». E poi la Spal dispone dell’arma segreta: il bomber Giordano Fioretti: «Un ragazzo speciale con grandi doti umane. Ci aiuterà a fare il salto di qualità. Siamo in simbiosi e lui mi ha seguito da Catanzaro per tuffarsi nella nuova avventura».

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