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L’ALTRA FACCiA DEL pallone

Benedetti, il nipote d’arte al calcio preferisce la cucina

di Michele Citarella
Benedetti, il nipote d’arte al calcio preferisce la cucina

LUCCA. Andrea Benedetti, nipote d’arte (lo zio è il popolare Silvano, classe 1965, difensore in serie A e nelle nazionali minori con le maglie di Torino, Roma, Palermo e Ascoli) "scende" in Prima...

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LUCCA. Andrea Benedetti, nipote d’arte (lo zio è il popolare Silvano, classe 1965, difensore in serie A e nelle nazionali minori con le maglie di Torino, Roma, Palermo e Ascoli) "scende" in Prima categoria e a 19 anni dice addio al calcio professionistico dopo aver militato nella Primavera del Varese (serie B) e dopo aver giocato con ottimi risultati l’anno passato al Jolly & Montemurlo (serie D) smette di sognare e pensa al futuro puntando a fare il cuoco.

Con il mercato dei dilettanti ormai chiuso Andrea Benedetti si accasa al Vorno in Prima. Deluso? Arrabbiato? Niente di tutto questo, come dice lo stesso difensore: «Scendere di tre categorie e lasciare la serie D è stata una scelta mia, voluta e fatta senza rimpianto».

La crisi nazionale, che attanaglia anche il mondo del calcio, sommato alle difficoltà ulteriori che si incontrano nel pianeta dilettantistico, sono le motivazioni che hanno portato Benedetti a fare questa scelta di vita: «La serie D rischia di essere una fabbrica di illusioni per molti giovani calciatori. Chi gioca in D deve fare una vita da professionista: si allena 4-5 volte a settimana, non lavora, si sacrifica e non sempre ottiene una ricompensa adeguata a livello economico». Benedetti racconta i sacrifici fatti: «Dovevo raggiungere Montemurlo da Lucca da solo, perché non potevo dividere la macchina con calciatori lucchesi che non sono arrivati. In passato ho fatto sacrifici con la scuola, saltando le lezioni del sabato perché ci allenavamo anche al mattino. La mia scelta di giocare a Vorno è una scelta consapevole. Ho avuto chiamate anche in Eccellenza, ma quando mi sono reso conto che non è possibile vivere di calcio e guadagnare soldi facendo il dilettante, ho pensato sia meglio fare davvero il dilettante, allenarsi la sera tre volte e non perdere tempo». Adesso il difensore ex Lammari si affaccerà al mondo del lavoro: «Quando ho deciso di lasciare Montemurlo ho pensato anche fosse necessario trovare un lavoro, una occupazione che il calcio non mi poteva dare. Così ho deciso di fare il cuoco». Una passione, quella della cucina, che gli porterà presto un lavoro: «A novembre inizierò un corso che si terrà tutte le mattine per diversi mesi. Finito il tirocinio, spero di lavorare in una mensa o in un locale per mettere in pratica quanto imparato». Genitori e fidanzata apprezzato i suoi primi, i sughi, la carne e i dolci. Benedetti giocherà in Prima categoria a Vorno, ma avrà con più facilità un contratto e un posto di lavoro. Una cena di squadra con i piatti di Benedetti sarà sicuramente apprezzata.

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