Biasci, dalla panchina in A al primo gol nei pro
La giovane punta rossonera impazzisce per Ronaldo e per la musica di Jovanotti: «Una rete da sogno»
LUCCA. «Sono un ragazzo fortunato perché mi hanno regalato un sogno» canta Jovanotti, il suo cantante preferito. Tommaso Biasci il sogno lo ha realizzato segnando a tempo ormai scaduto il gol del 2-2 che ha permesso alla Lucchese di rimettere in piedi una partita che sembrava compromessa. Un punto pesante per il morale della squadra e l'economia della classifica. A 20 anni ancora da compiere (il 10 novembre) ha timbrato la sua prima rete da professionista. «E' il mio primo gol tra i grandi e non avrei pensato di rompere il ghiaccio con una rete così importante» racconta l'attaccante originario di San Giuliano Terme. «Ma non tifo per il Pisa» chiarisce. «Una sana ed ironica rivalità non deve mai mancare, ma io gioco nella Lucchese e prima ancora ero affezionato al Livorno dove sono calcisticamente cresciuto prima di approdare a Lucca che spero rappresenti il mio trampolino di lancio». Faccia pulita, schietto e senza grilli per la testa. «Domani (oggi ndr) ho il test d'ingresso per iscrivermi a Scienze Motorie, meglio pensare anche al dopo calcio. Vorrei restare in questo ambiente, magari come preparatore atletico». Intanto corre e sgomita in attacco. Un reparto affollato con gli arrivi di Ferretti e Benedetti oltre a Strizzolo (out due mesi), Ferrante e Pecchioli. «Dobbiamo lavorare sodo per conquistarci la fiducia di Pagliuca». Biasci è una punta rapida e scattante. «Mi piace partire dalla fascia sinistra e giocare con una punta che fa sponda. Però mi adatto come domenica quando il mister mi ha chiesto di stare in area e così mi è arrivato il pallone decisivo. Il mio idolo? Qualche anno fa impazzivo per l'Inter e mi rivedo all'infinito i gol di Ronaldo. Era una fissazione». Al di là della carta d'identità, il bomber della Primavera del Livorno ha già respirato l'aria della serie A. «L'anno scorso, dopo avere esordito in B con Nicola ed essere stato in panchina per i playoff, ho fatto il ritiro con la prima squadra promossa in A e collezionato cinque panchine. La più emozionante? Contro la Roma: vedere da vicino Totti e De Rossi non capita tutti i giorni». L'anno scorso è stato votato dal sito Amaranta come il miglior talento livornese. «Nelle due stagioni con la Primavera amaranto ho segnato 15 e 12 gol. Prima del Livorno ho iniziato nello Zambra e poi nelle giovanili del Pisa, da cui sono venuto via col fallimento». Babbo geometra, mamma dipendente al comune di San Giuliano, Biasci è un ragazzo semplice. «Mi piace e viaggiare. Questa estate sono stato in Spagna. La Lucchese? Siamo partiti bene, c'è l'entusiasmo giusto. A Prato dobbiamo dare continuità ai risultati».
