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La nuova Gesam conquista subito i tifosi
Primo giorno di lavoro per le biancorosse a San Concordio. Wojta vuole imparare l’italiano, Ercoli monta la sua bici
LUCCA. L’americana Julie Wojta appena sbarcata dall’aereo ha detto che il suo primo impegno sarà quello di imparare l’italiano. Elisa Ercoli invece, scaricate le valigie, si è messa a montare la bicicletta che ha portato con sè.
Due episodi, due aspetti della prima giornata di raduno di Gesam Gas Le Mura nella piccola e calda palestra di San Concordio, dove la squadra è stata costretta a emigrare per l’indisponibilità del Palatagliate. Anche se il sindaco Alessandro Tambellini, venuto a salutare squadra, staff tecnico e dirigenti, ha detto che si farà il possibile per consentire alle biancorosse di allenarsi, rendendo disponibile l’impianto, dove sono in corso lavori, a partire dalle 18. Se ne saprà di più oggi e in ogni caso il Palatagliate non potrà ospitare gare prima dell’8 ottobre, data in cui si pensa di completare la prima fase dell’intervento. Di fatto tre giorni prima del debutto interno contro la Famila Schio.
E’ una squadra tutta nuova quella che si ritrova a San Concordio, non è un caso che perfino alcune giocatrici si presentano alle compagne. Ma i sorrisi si sprecano, un po’ di circostanza, molto perchè se hai la passione del basket nelle vene tornare a lavorare in palestra, prepararsi alla prossima stagione di A1 dà una scarica di adrenalina importante.
L’americana Julie Wojta è uno dei personaggi più attesi. Arriva accompagnata dal dirigente responsabile Luca Busico, saluta il coach che le chiede notizie del piede destro, quella della frattura al quinto metatarso, quello operato il 10 giugno. «Sto bene, cammino e corro, da una settimana ho cominciato a saltare«, ripete Wojta a tutto lo staff. Il medico Carlo Fiaschi la prende da parte. L’auspicio è che in pochi giorni possa allenarsi con le compagne. Basta poco per capire di avere a che fare con una giocatrice importante, di grande impatto fisico, di personalità.
Unico neo, la maglietta che indossa, è nera, ha dimenticato a casa quella bianca, che i dirigenti vanno a recuperare per la prima foto di gruppo, tra gli applausi di decine di tifosi.
Insieme a Wojta, tra le più attese, perchè meno conosciuta, la ventenne pivot bosniaca Nikolina Milic. Paga il pedaggio della prima esperienza lontana da casa, in un gruppo che non conosce, ma appena entra in campo il pallone fa presto a familiarizzare. Con Martina Crippa, l’unica reduce della scorsa stagione, e la lucchese Beatrice Benicchi che cercano di farla sentire subito a casa. La aiuteranno anche le sue vicine di appartamento, Richter, Ercoli e Reggiani, così come le altre compagne. Intanto colpisce la sua stazza fisica, i coach Diamanti e Piazza la osservano compiaciuti, ora si dovranno capire le sue qualità. Di certo è una giocatrice sulla quale Le Mura crede e punta molto, al punto da averle fatto un contratto triennale.
Alice Richter racconta invece di essere venuta via da Ragusa per fare una nuova esperienza, per crescere e migliorare: da qui la scelta di Lucca, club dove sa che si lavora molto, secondo il credo cestistico di un allenatore che nel suo primo discorso alla squadra parla proprio di questo. Applicazione, intensità, lavoro e poi ancora lavoro. Quello che caratterizzerà tutta la stagione biancorossa, con le sedute atletiche che al mattino saranno seguite dal medico Fiaschi e dal fisioterapista Claudo Giuntoli e poi la parte più tecnica al pomeriggio. Un avvio di stagione che avviene sotto gli occhi di un folto gruppo di dirigenti, dalla ds Lidia Gorlin a Andrea Piancastelli, da Giovanna Granucci a Cristiana Cardella, da Cristina Farnocchia a Frediano Moretti, da Luca Busico a Marco Mei.
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