Contributi federali, impossibile fare i calcoli
Troppe le variabili dei criteri: minutaggio, età media, posizione in classifica, settore giovanile
LUCCA. Se i dirigenti della Lucchese credono davvero di poter arrivare alla fine della stagione e incamerare contributi federali per un importo che varia da un massimo di 840mila a un minimo di 700mila euro in base alla ripartizione stabilita dalle legge Melandri forse dovrebbero rifare i conti e andarsi a leggere le disposizioni della Lega Pro (le nuove, che ricalcheranno quelle preesistenti, non saranno rese note prima dell’elezione del presidente federale) che invitano alla prudenza. Diciamo che ottenere contributi per 400mila euro sarebbe già un trionfo. Troppe le variabili: dai puntuali pagamenti dei tesserati legati alle scadenze con controlli rigidi della Co.Vi.Soc al piazzamento della squadra che comporta riduzioni del premio finale (rispetto alla scorsa stagione quest’anno ci sono tre retrocessioni, una diretta e due ai playout) e far giocare sei under 20 è un rischio altissimo. Se la Lucchese dovesse arrivare terz’ultima o penultima riceverebbe una riduzione del 20% rispetto al compenso di cui avrebbe diritto. L’età media dei calciatori da schierare in campo per aver i contributi non deve superare i 25 anni perché se anche una volta l’età media sale a 26 anni avviene una decurtazione su quanto spetta alla società pari al 25%. Chi schiera calciatori con un’età media pari a 24 anni beneficia di una maggiorazione del 15% e di 23 anni del 25%. Il tutto poi legato alla disponibilità dei fondi che vengono erogati in parte entro la fine del 2014 e in parte a settembre 2015.Ad oggi al di là dei 23 milioni da spartire non si conosce l’importo della mutualità. E non risultano ancora stabiliti i minimi federali dei contratti dei calciatori. E come se questo non bastasse la convenzione datata 21 gennaio 2014 sottoscritta con la Figc e legata ad implementare lo sviluppo dei vivai nazionali riconosce un corrispettivo importante in favore delle società di Lega Pro per l’organizzazione e la qualità dei settori giovanili e i risultati sportivi. Sei i parametri qualificanti: strutture e logistica (campi, palestre, piscine, trasporto calciatori); organico tecnico (qualifiche di istruttori, allenatori e tipologie di patentino, preparatori atletici, fisioterapisti e presenza di defibrillatori, dirigenti responsabili e addetti ai rapporti con le famiglie; numero di squadre al di fuori delle tre obbligatorie Berretti, Allievi e Giovanissimi Nazionali (scuole calcio, società collegate); risultati agonistici; comportamenti disciplinari e premio per impiego di giovani.
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