Jessica, dalla sala parto al trionfo nella Sky Race
Operatrice sanitaria, 36 anni, si è imposta nella gara sulle Alpi Apuane A febbraio aveva avuto un incidente mentre sciava, poi la ripresa e il successo
LUCCA. Jessica va di corsa. Dalla sala parto del S. Luca al trionfo nella Sky Race delle Alpi Apuane, la manifestazione che caratterizza l’estate nella Valle. La protagonista è Jessica Perna, lucchese, 36 anni, da sei atleta del Gs Marciatori Antraccoli, operatrice sanitaria all’Asl 2.
Il 14 febbraio si era fratturata osso sacro e coccige mentre sciava. Ne ha avuto per tre mesi, poi si è ripresa, ha camminato a lungo in Pizzorna grazie all’aiuto di Mauro Fenili ed è tornata alle gare, scrivendo il suo nome nell’albo d’oro della Sky Race,competizione di 23 km. con 1450 metri di dislivello, fatta sua ed a sorpresa in 3h30’. Ha avuto la meglio nel tratto in discesa su una delle favorite Maria Chiara Santoni del Trail Team Andrade, mentre terza è arrivata Stefania Giovannetti del Gs Orecchiella.
La portacolori dell’Antraccoli a inizio luglio era arrivata terza alla corsa Vagli-Campocatino, bissando il risultato alla staffetta di Altopascio insieme a Alessandra Pinna ed Antonietta Schettino.
Jessica adora la montagna e quando può, le piace, correre nell'ambiente che più ama, nella natura specialmente quella montana. «Al Gs Marciatori Antraccoli - racconta - sono arrivata tramite un amico podista (Marco Osimanti). Faccio anche snowboard da 18 anni ed in inverno mi alleno con ciaspole e ramponi. Con l’alpinista Riccardo Bergamini facciamo dei 4mila oppure saliamo in Apuane. Vado per monti alle 5 di mattina e poi magari alle 14 entro in servizio. Ma è questa la mia vita, la mia montagna ed io la vivo così. Prima di tutto sono uno spirito libero che ama la montagna, ho fatto la Skyrace perchè amo correre in montagna e sapevo che quello era il mio territorio».
L’incidente, la frattura, la ripresa e poi l’opportunità di conoscere Gloria Marconi, altra atleta. «Ho cominciato a fare la preparazione con lei e a correre. Vado in montagna da una vita, credo che questo abbia fatto la differenza e soprattutto mi piace correre in discesa, non ho paura anzi. La discesa accende molta adrenalina in me soprattutto nei tratti più tecnici. Mi sono iscritta anche in palestra, ma in realtà non vado spesso perchè mi rimane poco tempo. Per me ciò che conta è conservare questo immenso amore che la montagna mi trasmette ogni volta, questa rappresenta per me la mia più grande vittoria. Un particolare di questa edizione dello Skyrace? Durante il percorso, arrivata a Foce di Valli dopo l'inizio del sentiero 125, mi sono trovata la Santoni davanti, ho guardato il suo passo ed ho capito subito che in discesa l'avrei ripresa senza grosse fatiche. Ho cercato di superarla, ma non mi ha permesso di passare (il sentiero in quel tratto era molto stretto con corde e soccorso per garantire la sicurezza). Poi ad un certo punto quello davanti a lei gira a sinistra sbagliando, va fuori sentiero e lei per istinto lo segue. Io essendo attaccata a lei l'ho presa per la maglia e le ho detto: "ma dove vai? quello è il sentiero giusto" indicandole la deviazione. Vincere facile non fa per me. Ho atteso tutta la salita alla Pania e in discesa l'ho ripresa e superata».
Maurizio Rossi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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