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Lucca

Medri motivato: «Convinti delle nostre qualità»

di Luca Tronchetti ; di Luca Tronchetti
Medri motivato: «Convinti delle nostre qualità»

L’ultima volta da calciatore del Cesena contro i rossoneri al Manuzzi l’attuale tecnico s’impose 3-0

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LUCCA. È la squadra rivelazione del campionato. Segno che la vittoria al Porta Elisa non fu casuale. Il Romagna Centro Polisportiva Martorano è la terza forza del torneo e oggi al Dino Manuzzi di Cesena si appresta a vivere una giornata di festa. Arriva la Lucchese - che per una formazione che nel giro di 10 anni è passata dalla Seconda categoria ad una D di vertice è come giocare con il Milan - ed è stata indetta dal club la giornata biancazzurra (pagheranno anche gli abbonati) in previsione di un incasso record (tra supporters rossoneri e sostenitori di casa si calcolano almeno 6-700 tifosi). Il profeta di questa formazione neo promossa che ha tenuto l’intelaiatura base della scorsa stagione aggiungendo gli ex professionisti Nicolini e Gavoci (punte), Drudi (difensore) e Giunchi (centrocampista) oltre al giovane portiere Semprini (scuola Rimini, per gli osservatori il più completo numero uno giovane della categoria) è senza ombra di dubbio il tecnico Filippo Medri. Quarantadue anni da compiere, ex difensore di serie A e B (Cesena, Pistoiese, Cagliari, Ternana e Triestina)è ritenuto un perfezionista della panchina che ama lavorare con i giovani (5 anni con gli Allievi del Cesena non si dimenticano). Ha visto e rivisto tutte le partite disputate sino ad oggi dalla Lucchese annotando con pazienza certosina progressi, pregi e lacune dei rossoneri. Oltretutto a lui la Pantera porta bene. Da calciatore non ha mai perso contro i rossoneri e nell’unica sfida disputata al Manuzzi indossando la maglia del Cesena in serie B (18 settembre 1994) i romagnoli s’imposero per 3-0 sulla Lucchese. E la cabala ha proseguito anche da allenatore visto che il suo Romagna Centro ha espugnato il Porta Elisa (2-1 alla seconda di campionato con reti di Giunchi, Lombardini e Nolè). «Vorrà dire che per sfatare la tradizione la Lucchese dovrà ingaggiarmi come allenatore. - scherza Filippo Medri - Battute a parte i rossoneri sul piano del gioco sono la formazione più forte del campionato. Merito di un tecnico capace e di giocatori bravi e determinati. All’andata vincemmo anche perché la squadra non era ancora rodata e mancava un furetto come Chianese, uno che sposta gli equilibri grazie a una tecnica e un dinamismo di un’altra categoria. Ma tutti gli over sono fortissimi con Nolé praticamente perfetto negli inserimenti. Se mi posso permettere forse manca qualcosa sottoporta. Caboni è un giocatore importante, ma accanto a lui servirebbe un finalizzatore». Nelle ultime tre partite i biancazzurri hanno mostrato segnali di cedimento conquistando un solo punto: «A Borgo San Lorenzo dovevamo vincere 8-2 e invece abbiamo pareggiato, con il Mezzolara abbiamo sbagliato l’approccio e con la Correggese il pari avrebbe rispecchiato meglio l’andamento della sfida. I ragazzi stanno bene e contro la Lucchese ce la giocheremo senza accontentarci del pari perché non è nel nostro dna e conosciamo bene le nostre qualità e i nostri difetti. Sono certo che verrà fuori una bella sfida spettacolare e ricca di pathos. Ci mancherà Tola, ma è arrivato Torelli che potrei schierare dall’inizio. Unici dubbi: Vandi o Turci come terzini e Gavoci o Nicolini come punte. Deciderò all’ultimo minuto».

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