Lucca United va avanti senza la società
La cooperativa dei tifosi dopo il distacco della luce da parte della Lucchese: «Da oggi stop ai rapporti con la dirigenza»
LUCCA. Vicini alla squadra, lontani dall’attuale gruppo dirigente. Coerenti con i principi di lealtà e trasparenza che l’hanno contraddistinta sino dai primi vagiti, la cooperativa dei tifosi (420 soci) attraverso l’organo direttivo decide di interrompere qualsiasi rapporto con la dirigenza dell’As Lucchese Libertas 1905. Da oggi in poi vite parallele. Nel segno, comunque, dell’educazione e del rispetto. Che sono i principi cardine di Lucca United. Nonostante qualcuno voglia appiccicare a questa associazione - che ha impedito che avventurieri con pochi scrupoli privassero la città, i tifosi e l’attuale società dello storico ultracentenario nome e il marchio della Pantera rampante - velleità di tipo politico o non si sa di qualsivoglia altra natura.
Fatti non parole. Alla conferenza stampa fuori dalla sede-museo al buio dal 22 dicembre per una diatriba tra la società rossonera e l’amministrazione comunale c’erano il presidente di Lucca United, Stefano Galligani, il vice Piero Pacini, il portavoce Luca Borghetti e l’avvocato Giacomo Chierici. Senza mai lasciarsi andare a frasi ad effetto, ma con carte alla mano i vertici del direttivo hanno fugato dubbi e perplessità che - per chi non conosce veramente la passione e i valori che animano Lucca United - potevano aver generato le parole pronunciate dal presidente della Lucchese, Andrea Bacci, nell’ultima conferenza stampa. Due i punti cardine: la fattura per la vendita delle attrezzature acquistate insieme al marchio in tribunale e la presunta inconsapevolezza da parte della società rossonera che nell’eseguire il distacco della corrente avrebbe tenuto al buio anche la sede-museo.
Creditori della Lucchese. «Siamo creditori verso la Lucchese di 3630 euro. La società interpellata tempo addietro per verificare l’acquisto di tutti i beni inventariati oltre al marchio si dichiarò non interessata a partecipare all’asta giudiziaria perché doveva affrontare problemi di maggiore priorità. Per evitare che in sede di vendita lo storico marchio finisse in mano a soggetti con interessi speculativi con notevole sforzo economico dei nostri soci acquistammo i beni cedendo alla società, allo stesso importo pagato alla curatela, le attrezzature richiesteci: due trattori per il taglio erba, sedie e bancone per la sala stampa, lavatrici e asciugatrici). La fattura, contrariamente a quanto detto da Bacci, non è un pro-forma. Reca la data del 10 agosto 2012 e fu inviata a mezzo email su richiesta dell’allora presidente Nicola Giannecchini. Ad oggi il pagamento non è avvenuto. E dopo il distacco dell’energia elettrica con data 31 dicembre abbiamo deciso di richiedere quanto dovutoci».
La Lucchese sapeva dell’utenza. «Non è vero che la società non sapeva che l’utenza elettrica di Lucca United era collegata a quella dello stadio e intestata alla Lucchese. La concessione con la quale il comune ha concesso all’azionariato popolare l’uso dei locali è stata stipulata il 7 dicembre 2012 da un nostro rappresentante, da un dirigente del comune e dall’allora presidente Giannecchini. Inoltre Lucca United per i consumi paga un rimborso forfettario di mille euro annui. Rimborso che non ci è stato richiesto sino ad oggi. Ma stante la situazione, contestualmente alla richiesta di pagamento della fattura di 3630 euro da parte della Lucchese, abbiamo chiesto alla società rossonera di emettere regolare fattura per procedere al pagamento immediato della stessa».
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