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Vittoria e Final Four ma che brutta Gesam
Le biancorosse deludono contro l’ultima in classifica
LUCCA. Guardi il risultato (90-61), osservi la classifica (terzo posto e certezza matematica dell’accesso alla Final Four di Coppa Italia) e se ti fermi a questi due aspetti non puoi che essere soddisfatto.
Ma in realtà la partita di Gesam Gas contro Chieti, formazione ultima un classifica, con 9 sconfitte in 9 gare, è da archiviare nella cartella “prestazioni negative”.
Che brutto approccio che ha avuto il team di Mirco Diamanti alla partita: leggerezza di intenti, supercialità, nessuna intensità. Si sono visti palloni quasi spinti verso la retina come se dovessero entrare da soli, conclusioni andate lontano assai dalla retina, canestri falliti in modo incredibile anche da sotto.
E soprattutto si è vista una squadra in sofferenza contro l’energia e l’intraprendenza di una pattuglia di ragazzine, guidate da una play diciottenne, Fasciani, alla sua seconda partita stagionale. E con una Rosset che sembrava imprendibile per tutta la difesa biancorossa.
Situazioni figlie di un atteggiamento sbagliato da parte di Gesam Gas che purtroppo è durato a lungo, fino alla metà del secondo quarto e anche oltre. Il primo vantaggio biancorosso - dopo che la squadra è stata in più circostanze anche sotto di 7 punti - è arrivato dopo 16’34” con due liberi di Dotto. Quindi due punti di Mahoey e due triple della stessa Dotto e di Bagnata hanno generato il primo break e il 43-34 dell’intervallo.
A quel punto Gesam ha rivisto la luce e il resto della partita è filato via in scioltezza, anche per l’evidente divario fisico e tecnico che c’è al momento fra le due formazioni, con la forbice che si è ampliata di minuto in minuto.
E con la passerella finale rappresata dall’ingresso sul parquet delle giovanissime Beatrice Benicchi e Marianna Masini. Che hanno fatto vedere di avere carattere e determinazione, andando a mettere i loro canestri, con i primi 2 punti proprio per Masini.
Sicuramente la nota più positiva di questa partita in casa Le Mura. L’approccio sbagliato c’era già stato - anche se probabilmente per motivi opposti, cioè l’eccessiva tensione - nella gara contro la capolista Ragusa. In questa occasione lo si è rivisto contro la squadra più debole dell’intera A1 a cui, nella circostanza, si è consentito di realizzare 61 punti, il massimo bottino stagionale in trasferta per le abruzzesi.
Un aspetto su cui lavorare, già in vista della trasferta di Priolo, che si è fatta assai più complicata dopo che le siciliane hanno battuto largamente Parma, ritrovando così fiducia e convinzione. Ma soprattutto nell’ottica di un girone di ritorno che sarà molto impegnativo, con sette trasferte su 11 gare e visite a tutte le formazioni più forti del torneo.
In attesa che arrivi una nuova straniera a completare il roster di questa squadra, rimasta orfana di Jillian Robbins.
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