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Lucca

Il MASTINO ROSSONERO: «VORREI essere COME MASCHERANO»

di Nicola Nucci

LUCCA. La grinta del guerriero, l'orgoglio di un Papa argentino, la Lucchese nel cuore dopo avere girato il mondo. Andreas Marcos Espeche, 28 anni, alla terza stagione in maglia rossonera è una...

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LUCCA. La grinta del guerriero, l'orgoglio di un Papa argentino, la Lucchese nel cuore dopo avere girato il mondo. Andreas Marcos Espeche, 28 anni, alla terza stagione in maglia rossonera è una colonna della difesa. «L'Argentina è il mio paese, tutti i giorni leggo i giornali locali per tenermi informato e vedere i risultati del River Plate, la squadra per cui tifo. Il mio idolo è sempre stato Mascherano. Papa Francesco Bergoglio è tifoso del San Lorenzo di Almagro? Sì, lui ha anche la tessera di socio. Per me è una grande soddisfazione avere un Papa argentino. A Cordoba torno per la mia famiglia, ma ormai mi sento a casa in Italia (il bisnonno era italiano ndr) e soprattutto a Lucca». Domenica contro la Clodiense incrocerà il suo connazionale Ponce. «Non lo conosco, mi incuriosce però incontrarlo. – dice il difensore di Las Varrillas – Ci attende un'altra gara insidiosa che dobbiamo vincere per continuare la serie positiva e crescere come squadra. Cinque punti dalla vetta non sono tanti e ci sono gli scontri diretti». Da mediano a difensore centrale, una metamorfosi avvenuta già con Lazzini ed Innocenti, il “defensa” argentino è uno dei giocatori più costanti per rendimento in questo primo scorcio di stagione. cresciuto a livello tattico e nelle chiusure difensive. Un suo gol contro l'Imolese, un missile rasoterra, ha consentito di ottenere tre punti fondamentali. «Un gol da attaccante – scherza Espeche – molto importante in quel momento. In questo ruolo mi trovo bene: ci avevo già giocato in Portogallo e in Spagna e prima ancora nella scuola calcio in Argentina e nella serie A tunisina». Dal 2008 in Italia nel Forte dei Marmi dove è soprannominato il “mastino” per la grinta e la caparbietà. Alla Lucchese è arrivato in Eccellenza nel 2011. «L'obiettivo è dare il massimo e puntare alla promozione: non dobbiamo mai smettere di lottare». Dietro una faccia da pugile c'è un ragazzo umile e generoso, con ideali e principi ben radicati. Fuori dal campo Espeche è un ragazzo a cui piace organizzare grigliate di asado per gli amici. Ma alla vigilia di una partita alle 21 è già a letto. Il riposo del guerriero.

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