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L’Ex MEDIANo: «COn I ROSSONERI SETTE PARTITE SENZA SCONFITTA»
LUCCA. Sette sfide contro la Lucchese senza mai uscire dal campo battuto. Un piccolo record per Stefano Bonometti, 52 anni, centromediano e bandiera del Brescia, dal 2004 al 2011 (prima del crac) al...
LUCCA. Sette sfide contro la Lucchese senza mai uscire dal campo battuto. Un piccolo record per Stefano Bonometti, 52 anni, centromediano e bandiera del Brescia, dal 2004 al 2011 (prima del crac) al Montichiari con una promozione in C2 (2008) e uno scudetto dilettanti (2010). Lui è un’istituzione del calcio della Bassa bresciana. Nel 1990 quando i rossoneri conquistarono la serie B il centrocampista era l’oggetto del desiderio di Corrado Orrico. Lo voleva fortissimamente nella Lucchese. Ma nonostante il pressing di Pino Vitale preferì restare con le rondinelle. Allora le «bandiere» trovavano la loro logica nel senso di appartenenza mentre oggi, salvo rare eccezione, è il denaro il leitmotiv che guida la testa dei calciatori. «Ricordo ancora la telefonata della Lucchese e quella di Orrico. – racconta il ds dell’Atletico Montichiari – Ero reduce dall’esperienza di Ancona, ma Brescia era la mia casa. Tornò Corioni, mi fecero delle promesse legate al futuro e soprattutto pesò la famiglia. Avevo due bimbi di tre anni e mezzo e di 18 mesi e non me la sentii di causare un nuovo disagio con il trasferimento a mia moglie e ai ragazzi. Declinai l’invito. Ma le battaglie sportive con i rossoneri le ricordo bene. Sei pareggi (quattro al Porta Elisa e due al Rigamonti) e una vittoria interna (9 giugno 1991, 2-1 con l’errore di Pinna) che ci consentì di conquistare la salvezza mentre la Lucchese diede addio alle speranze di serie A». Bonometti ritrova la Lucchese e uno dei protagonisti di quell’epoca: Bruno Russo. Anche lui direttore sportivo, anche lui con un figlio nella rosa della prima squadra: «Lo ricordo bene come calciatore. Uno che non mollava mai e che in partita si faceva sentire. Ho voglia di rivederlo e riabbracciarlo per ricordare assieme quei tempi indimenticabili. Ma quando l’arbitro fischierà l’inizio della gara le mie attenzioni andranno solamente al Montichiari. Giochiamo contro la squadra più forte del torneo, ma non per questo partiamo battuti». L’obiettivo stagionale dell’Atletico Montichiari è una tranquilla salvezza: «Sono tornato quest’anno chiamato dal presidente Viola (impresario edile) – conclude l’ex mediano – dopo i disastri fatti due stagioni fa da un proprietario che ha fatto parlare di sé per 6 fallimenti. Come Bruno Russo alla Lucchese anch’io sono stato chiamato al Montichiari per ricostruire e nel giro di 2-3 anni provare a tornare nei professionisti. Quando giocavamo noi c’erano imprenditori seri e competenti come Corioni o Maestrelli che tenevano i bilanci in ordine e non facevano mancare nulla ai calciatori». In campo ci sarà anche Bonometti junior, anche lui centromediano: «È più tecnico di come ero io, ma per sfondare gli è mancata la la cattiveria agonistica. Diciamo che rispetto al sottoscritto che dalla Lombardia si è mosso poco lui ha viaggiato molto di più. Due anni fa ha giocato per sei mesi a Vilnius nel campionato lituano. Come finisce domenica? «Che non perdo neanche stavolta».
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