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Tarantino vuol riprendersi la Lucchese

Tarantino vuol riprendersi la Lucchese

«Quella finale persa con la Triestina ha cambiato la mia storia e quella rossonera: ora è il momento di voltar pagina»

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LUCCA. E' tornato alla Lucchese a distanza di undici anni. La seconda volta Nazzareno Tarantino torna con un bagaglio di esperienza e personalità (382 presenze e 65 gol da professionista, 79 partite e 12 reti in serie B), un traguardo in testa (“vorrei riportare i rossoneri in alto”) ed una nuovo taglio di capelli da ultimo dei mohicani. «I miei compagni al Treviso dicevamo che non avevo il coraggio di farmi la “cresta”, invece eccola qua, ma senza imitare Hamsik o El Shaarawy. Volevo cambiare pagina, come la scelta di tornare alla Lucchese». Un top player per mister Pagliuca. Sette campionati di B e dodici di C1, tre promozioni (dalla C1 alla B al Crotone e doppio salto dalla C2 alla B e Coppa Italia) e quattro playoff. Quasi cento presenze (98) e 18 reti nella Lucchese tra B e C1. Un piede sinistro che in D può fare la differenza, assist e specialista nelle punizioni. A 34 anni aveva ancora offerte dalla Lega Pro (Cosenza e Sorrento). «Una scelta di cuore, pensando anche ad avvicinarmi alla mia famiglia a Lucca e poi ho sempre espresso il desiderio di chiudere la mia carriera qua, dove sono arrivato a 13 anni con i capelli a spazzola». Un legame con la città delle Mura mai spezzato, tanto da sposare una ragazza lucchese (Irene) e fare nascere la figlia Camilla (7 anni) e prendere casa all'Arancio, non lontano da quel Porta Elisa dove la “Pulce” rossonera ha debuttato in B nel 1995 a solo 16 anni. «Ero davvero giovanissimo, arrivato dallo Staggia Senese grazie al professor Alessandro Bianchi e a Walter Ciappi. Bolchi alla prima giornata mi fece esordire in B e all'epoca non c'erano regole sugli under. Poi dopo l'Empoli il ritorno a Lucca e quella maledetta finale playoff con la Triestina. Sicuramente la storia, anche mia, avrebbe preso un'altra strada. Sarei voluto restare, ma qualcuno decise in un altro modo». La vita è fatta di sliding doors. «Anche nel 2005 a Crotone quando mi sono rotto due menischi e il collaterale. In B però ci sono tornato con la Juve Stabia». L'anno scorso al Treviso dove pur in un'annata tribolata ha realizzato 10 gol. «Voglio giocare ancora 3-4 anni e magari in categoria superiore con la maglia rossonera. Non mi sento un “vecchietto”. Se un calciatore è motivato l'età non conta. I mie maestri? Bolchi, Gasperini, Campilongo, Braglia. Alla Lucchese spero che la mia esperienza possa essere un valore aggiunto. Credo di essere maturato come uomo, tornassi indietro alcuni errori non li farei più. Sono un altro Tarantino». Anche in campo dove all'attaccante originario di Benevento piace il ruolo di fantasista. In avanti un po' alla Messi (al fianco di Caboni o un nuovo attaccante) o alle spalle ed un centrocampo a tre (Nolé, Aliboni e Chianese o Lo Sicco).«Al Treviso ho giocato da trequartista o attaccante esterno a destra. Deciderà l'allenatore.C'è lo spirito giusto ed una squadra importante. Dobbiamo partire subito veloci». La velocità è nel suo dna. «Ho un debole per le moto, mi piacerebbe vedere un gran premio al Mugello». Sul fronte del mercato gli obiettivi sono due giovani classe '93. Un centrocampista centrale (nel fine settimana si deciderà su Rosaia e Dall'Aglio) ed un trequartista dopo la partenza di Firenze e un terzino del '95. Per un altro attaccante, se arriverà, se ne parlerà più avanti. (ni.nu.)

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