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Lucca

Gesam Gas, ti insegno io come si vincono i playoff

di Fabrizio Tonelli
Gesam Gas, ti insegno io come si vincono i playoff

La ds biancorossa Lidia Gorlin, nove scudetti e sei Coppe Campioni in bacheca, carica la squadra: «Bisogna affrontare ogni partita come fosse una finale»

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LUCCA. Qualche partita importante l’ha giocata. Ci mancherebbe altro. Con nove scudetti e sei coppe di Eurolega alle spalle, con centinaia di incontri disputati, con una lunga collezione di maglie azzurre, Lidia Gorlin è la figura più adatta per spiegare come si affrontano – e si vincono – le gare decisive, come quelle dei playoff. Che il Basket femminile Le Mura Gesam Gas affronta da stasera per la seconda volta nella sua storia con un obiettivo dichiarato: raggiungere la finale scudetto. Si parte alle 20,30 al Palatagliate contro ilCus Chieti, già battuto due volte in regular season. Ma i precedenti vanno dimenticati, perchè quando si parte il tabellone segnerà 0-0.

L’aneddoto. Un aneddoto, un ricordo di Lidia Gorlin, ds del club biancorosso, è il miglior esempio da tramandare alle giovani generazioni.

Stagione 1987-88: la Primigi Vicenza, che in quelli anni domina in Italia e in Europa, gioca l’ennesima finale scudetto contro Milano, targata Deborah per l’occasione. Alla vigilia del match l’allenatore delle lombarde dichiara che sì,Vicenza è forte, ma può essere battuta se gli arbitri non la favoriscono. Il giorno prima della gare Gorlin legge l’articolo alle compagne e le sprona: “Dobbiamo batterle di 40, dar loro una lezione”. Ci prende quasi la numero 7, perché Vicenza vince di 39, chiudendo 94-55. Al ritorno a Milano, con mezza squadra acciaccata per le botte subite, alcune giocatrici fuori per cinque falli e una ragazza juniores sul parquet negli ultimi minuti, la Primigi si impone in volata, 68-67, vincendo l’ultimo scudetto della sua epopea. Era la squadra di Lidia Gorlin e di Catarina Pollini, di Valentina Peruzzo e di Mara Fullin, delle straniere Janice Lawrence e Linelle Jones, che vinse anche l’ennesimo titolo continentale, superando in finale 80-74 la Dinamo Novosibirsk. Un ciclo di successi fantastico.

Bellissimi ricordi, da cui la ds di Gesam Gas Le Mura prende spunto per parlare dei playoff che la squadra biancorossa comincia a giocare stasera, in garauno dei quarti contro il Cus Chieti.

Si riparte da zero. «Nei playoff si rimette tutto in gioco – dice Gorlin, Hall of Fame – e non si può sottovalutare nessuno. Anche un’avversaria che nella stagione regolare è arrivata dietro può azzeccare la partita perfetta e mettere in difficoltà chiunque. E’ per questo che ogni gara è una finale e va affrontata con lo spirito giusto, dimenticando i risultati del campionato».

La ds biancorossa è convinta che proprio il primo turno sia quello più insidioso.

«Si gioca al meglio delle tre partite – spiega – e se uno sbaglia l’approccio a una gara le cose si complicano, si rischia di compromettere tutto il campionato. Entrano in ballo fattori emotivi, psicologici, la paura di perdere. Invece nelle serie al meglio di cinque incontri è più difficile che si verifichino sorprese, di solito la squadra più forte, più attrezzata ha la meglio».

Abitudine e esperienza. L’abitudine a disputare i playoff, l’esperienza possono essere fattori fondamentali.

«E’ vero – afferma Gorlin – io sono sempre stata un’agonista, queste gare mi stimolavano, ma mi rendo conto che c’è anche tanta pressione. E a volte basta un’atleta indisposta, un infortunio, a rendere le cose più difficili».

Conta di più l’aspetto mentale o la tenuta fisica visto che di fatto si rischia di giocare ogni tre giorni?

«A livello mentale è quasi meglio giocare ogni tre giorni, l’adrenalina ti rimane dentro, mentre invece nel momento che ti cala sei fregato. Certo l’abitudine è importante, chi gioca i playoff per la prima volta può andare in crisi perché non è facile tenere sempre alta la concentrazione. Poi c’è l’aspetto fisico, la necessità di ricaricare le batterie. E’ chiaro che le squadre più lunghe, con maggiori rotazioni, sono avvantaggiate».

La lezione di Taranto. Qual è l’insegnamento che Gesam Gas deve trarre dalla semifinale scudetto con Taranto di un anno fa?

«Anzitutto . risponde Gorlin - il fatto che nei playoff può succedere di tutto. Noi perdemmo pesantemente garadue e ci presentammo alla terza partita a Taranto sfavoriti. Tutti ci davano per morti, invece disputammo una grande gara e vincemmo, giocando dopo appena 48 ore. Quindi mai dare niente per scontato, mai guardare il risultato precedente, ma giocare partita dopo partita. Poi l’esito di quella serie ha confermato l’importanza di avere un roster lungo: Taranto nelle ultime due partite impose la sua forza grazie anche alla possibilità di ruotare dieci giocatrici».

Le insidie. Stasera c’è garauno contro Chieti. Quali i rischi per il team biancorosso?

«Se noi giochiamo come siamo in grado di fare - afferma la ds di Le Mura - credo che potremo trovare delle difficoltà ma sono convinta che alla fine porteremo a casa il successo. Chieti comunque è una buona squadra, ha tre esterne interessanti, come Gonzales, Sepulveda e Pastore. Sotto il canestro ci sono Karakasevic e Glyniadaki. Insomma è una formazione che va affrontata con rispetto. Bisogna fare di tutto per vincere stasera e ripeterci domenica, per evitare di dover ricorrere a garatre. Teniamo anche conto che loro non hanno pressione, siamo noi che dobbiamo avere il giusto approccio mentale per confermarci la seconda forza del campionato e proseguire questo straordinario percorso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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