Il Tirreno

Lucca

Arcanthea doma la Liomatic Bari in un finale vibrante

di Fabrizio Tonelli
Arcanthea doma la Liomatic Bari in un finale vibrante

La difesa soffoca le velleità della squadra pugliese che era partita bene e aveva chiuso in vantaggio tre quarti

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LUCCA. Ci vuole la sirena per poter gioire. Ci vuole l’ultimo rimbalzo di Walter Santarossa sul secondo libero volutamente sbagliato da Ruggiero per regalare all’Arcanthea altri due importanti sulla strada dei playoff.

Il primo di dieci spareggi, avevamo titolato alla vigilia, e così è stato, perchè la Liomatic Bari ha tenuto botta fino alla fine, è stata avanti per tre quarti (anche di 14, 13-27, dopo 12 minuti), non si è smarrita quando è finita sotto, ha saputo recuperare e ha fatto soffrire l’Arcanthea nonostante avesse perso per strada Bonessio e Cardillo, usciti anzitempo per 5 falli.

E ancora una volta, nella serata in cui i tiri non volevano saperne di entrare (21% dopo il primo quarto, 35 alla fine da 2, la stessa percentuale che dalla lunga distanza), per venire a capo di questa partita e di un’avversaria davvero rognosa l’Arcanthea ha dovuto affidarsi alla difesa, ha dovuto cercare di sporcare ogni passaggio e ogni tiro, contendendo ogni pallone a metà campo come sotto canestro.

In una lotta che è stata anche fisica, senza esclusione di colpi, con la tensione che spesso ha preso il sopravvento sulla lucidità, con una continua contestazione (soprattutto da parte biancorossa) dei fischi arbitrali, costata due tecnici e che probabilmente non ha fatto altro che rendere più inquieta la squadra, che ha perso freschezza mentale e concentrazione, come dimostrano i 14 errori su 28 dalla lunetta. Quattordici errori che pesano tantissimo e sui quali ci sarebbe stato molto da recriminare se nel finale, a togliere le castagne dal fuoco, non fossero arrivare canestri importanti. Anzitutto quello di Banti che sul 58 pari a 100 secondi dalla fine ribadisce nella retina un tiro di Parente finito sul ferro. E poi, subito dopo una sanguinosa infrazione di palleggio di Lavitola, una penetrazione vincente dell’inossidabile Santarossa.

Nel mezzo metteteci la fatica e il sacrificio, le triple irreali di Barsanti, che ha rischiato un antisportivo per uno sgambetto a un avversario, il lavoro di Casagrande che ha caricato di falli Bonessio, il mattoncino portato da tutti gli altri.

Alla fine però basta guardare il tabellone, 64-62, e altri due punti a irrobustire una classifica che sorride. Ci sono altri nove spareggi. Preparatevi a soffrire e a gioire ancora.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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