Il presidio
Peters, è mancato il feeling con lo spirito delle Mura
E’ durata appena due mesi l’avventura lucchese della giocatrice di Chicago Croce e delizia del club, rinuncia all’esperienza italiana per puntare alla Wnba
LUCCA. Sarà un caso, ma Devereaux Peters non c’è nella foto del Basket Le Mura che appare sulla home page del sito della società. Non c’è mai stata, perché quella foto, scattata prima del suo arrivo in Italia, non è mai stata aggiornata. C’è invece nell’immagine di gruppo scelta dal club per gli auguri di Natale, l’ultimo scatto, l’ultimo ricordo di una giocatrice che doveva fare la differenza e che invece alla fine del girone di andata, dopo la pausa per le festività, è rimasta negli Stati Uniti.
Una parabola amara, quella della 23enne ragazza di Chicago scelta in estate dal coach Mirco Diamanti e dalla ds Lidia Gorlin, per completare il reparto delle lunghe, dopo i dolorosi addii a Courtney Willis e Shamela Hampton. Una scommessa: la scelta di una giovane che arriva dalla Wnba, che per la prima volta esce dal suo paese, che si trova catapultata in una realtà, cestistica e di vita, completamente diversa, lontana dalla famiglia, dal suo ambiente, dai suoi punti di riferimento. Con l’Italia, con il basket del Bel Paese, con la nostra città e la squadra non ha mai trovato il giusto feeling. Due mesi (arrivò il 28 ottobre, giorno del debutto interno di Gesam Gas Le Mura contro Cagliari) non le sono bastati per integrarsi, per comprendere e far suo lo spirito del Basket Le Mura.
Difficile capire se il passaggio dalle arene delle finali Wnba (perse con la maglia dei Minnesota Lynx) ai piccoli e semideserti palasport italiani le abbia tolto entusiasmo e motivazioni. Se si sia preoccupata di più delle condizioni del suo ginocchio, già operato due volte al crociato, protetto da una sorta di piccola armatura, che del ruolo che avrebbe dovuto ricoprire nella squadra.
Per due mesi Dev è stata croce e delizia del Basket Le Mura. A volte umorale, svagata, poco attenta e motivata, poco partecipe alla vita del gruppo; e allo stesso tempo atleta in grado con poche giocate, con una frazione disputata a ottimo livello, di girare la partita, di indirizzarla con decisione dalla parte biancorossa.
Insomma grandi potenzialità, espresse solo a tratti, e un approccio caratteriale, un atteggiamento non in linea con le aspettative della società.
Ecco perché a un certo punto, prima di Natale, è cominciata a circolare l’ipotesi del divorzio, come aveva anticipato Il Tirreno.
Poi Dev, dopo Taranto, ha ribadito la sua volontà di continuare la stagione in maglia biancorossa, per far vedere quello che vale. E’ partita per gli Stati Uniti lasciando nella sua casa di San Marco capi di abbigliamento e altri oggetti personali.
Cosa sia successo a Chicago non è ancora chiaro o forse sì. Peters si trascinava dietro piccoli dolori al ginocchio plurioperato (ma per lo staff medico delle Mura, che ha sempre dimostrato grande competenza, non era niente di preoccupante) e si è sottoposta a un esame dal quale sarebbe emersa l’opportunità di un intervento di ripulitura. Uno di quelli che generalmente vengono effettuati a fine stagione. Ma fine stagione in Italia significa quasi l’inizio della stagione Wnba.
Possibile che Dev abbia subito pressioni per non rischiare di compromettere il campionato con Minnesota, possibile, anzi a questo punto quasi certo, che si sia fatta convincere a chiudere la sua esperienza italiana per arrivare nelle migliori condizioni possibili al nastro di partenza della Wnba. L’ultima telefonata del procuratore ha messo la parola fine a quella che stava diventando una telenovela.
Bye-bye Dev, Le Mura va avanti senza di te.
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