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Lucca

Il sogno di patron Susanna Legadue e palasport

 Il sogno di patron Susanna Legadue e palasport

Il co-proprietario dell’Arcanthea continua a coltivare progetti ambiziosi «Dobbiamo credere nella promozione ma potremo anche essere ripescati»

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LUCCA. La sfida di oggi alle 18 al Palatagliate contro Agrigento è l’ultimo atto ufficiale del 2012 targato Arcanthea. Dodici mesi bellissimi e intensi iniziati in casa con una vittoria nel derby contro Montecatini, culminati con la promozione in Dna e poi con una stagione condotta sempre nei piani alti della classifica.

«Un’annata che ha rispettato in pieno le nostre aspettative e quello che avevamo progettato», sintetizza Alfredo Susanna nell’intervista di fine anno in cui vuole toccare tutti gli argomenti che ha più a cuore.

Partiamo dal bilancio sportivo, ampiamente positivo con la promozione, un gran ruolino di marcia in casa e addirittura un +4 in media inglese.

«Tutto questo nonostante un calendario alla rovescia con i turni infrasettimanali in trasferta. Visto come siamo messi in questo momento – prosegue – credo che nel girone di ritorno potremo puntare ai play-off con decisione. Durante l’estate abbiamo rivoluzionato la società, rimesso a posto le pedine e ora stiamo raccogliendo i risultati. Io credo proprio che meglio non si potesse fare, alla luce anche dell’infortunio di Gazzotti e della lunga assenza di Crotta. Quello che mi piace è che facciamo parlare di noi solamente con i risultati. Non abbiamo adottato strategie particolari per contare di più in federazione anche se è logico che chiediamo sempre un’attenzione continua perché stiamo portando avanti progetti ambiziosi con investimenti pesanti».

In settimana però l’allenatore di Mirandola aveva accomunato la società a sedicenti “poteri forti”.

«In federazione non abbiamo nessuno che ci rappresenta. Noi parliamo con i successi sul campo e rispettando sempre gli impegni presi. E’ così che ci siamo guadagnati la fiducia e la credibilità della federazione. Credo che il miglior modo per rispondere a certe insinuazioni sia ricordare il bellissimo gesto compiuto da Roberto Russo a Recanati, quando in piena rimonta nel finale del terzo quarto ha fatto cambiare decisione agli arbitri consegnando il pallone della rimessa agli avversari. Sono questi i gesti ai quali dobbiamo guardare».

La società indubbiamente è cresciuta. In cosa deve continuare a rafforzarsi?

«Sono convinto che sia necessario sempre tendere a migliorare. Io credo che dobbiamo fare un ulteriore passo avanti e per questo anche la società necessità di crescere ulteriormente. C’è da dire però che ogni settimana nei palazzetti d’Italia ricevo riscontri positivi su quanto stiamo facendo e sul nostro operato».

Si è parlato di investimenti importanti che vengono fatti in un momento di crisi. Quali sono i ritorni che le dà la pallacanestro?

«La scelta di impegnarmi nello sport ha portato a una crescita del giro di lavoro che mi aiuta a superare la crisi. In questo modo è più facile convincere le persone a fare un acquisto perché le informazioni sul mio conto sono concrete e tutti mi conoscono. In più sono riuscito a creare una sinergia tra persone che conoscevo nel mio settore e non. Questo mi ha permesso di avere un buon indotto per lanciare i miei prodotti».

Domani l’ultima partita dell’anno contro la Moncada Agrigento, azienda che opera nel settore delle energie rinnovabili che ha un palazzetto di proprietà a Porto Empedocle.

«Pensando al loro sponsor, noi al confronto siamo delle pulci. Metà del budget lo tiriamo fuori di tasca e continuiamo a voler coinvolgere la città per portare in fondo gli impegni che abbiamo preso. Vorremmo creare qualcosa di simile, se non addirittura di più ambizioso».

Per esempio la cittadella dello sport di cui si parla negli ultimi giorni?

«Le risorse dell’Arcanthea sono destinate a finire e quindi è indispensabile la previsione della realizzazione di una cittadella dello sport con un palazzetto da 6mila posti in grado di ospitare ogni anno 15-20 spettacoli di artisti di valore assoluto a livello italiano e internazionale. In più penso alla realizzazione del museo del basket, a punti di intrattenimento per i ragazzi e allo sfruttamento delle energie innovative come la geotermia, la cogenerazione e il fotovoltaico. In pratica una struttura che lavori a pieno ritmo e in grado di essere più allettante anche per le sponsorizzazioni. In questo modo la Pallacanestro Lucca è in grado di autofinanziarsi».

La zona prescelta è quella di Santa Margherita?

«Ho adattato il mio sogno a quello che ho trovato lì. Ci sono capannoni del Comune che necessitano di pochi riadattamenti per diventare il polo di aggregazione di giovanili e minibasket. Poi penso alla foresteria, al servizio mensa e ai luoghi dove i ragazzi possono trascorrere l’intera giornata in sicurezza. Un modo per creare veramente una famiglia allargata e un nuovo bacino d’utenza».

Tornando alla pallacanestro, cosa vuole dire alla squadra?

«Di crederci fino in fondo. Ogni volta che scendiamo in campo giochiamo per vincere. Chiedo quindi di non mollare mai perché il fascino di questo sport è che in un paio di minuti si possono rovesciare anche le situazioni più disperate. E io credo che a questo gruppo non manchi niente».

L’obiettivo per il 2013?

«Io continuo a mettere in programma la vittoria del campionato. Ma sarebbe importante anche avere la possibilità di essere ripescati perché abbiamo ottenuto buoni risultati e siamo considerati una società seria e sana, in poche parole all’altezza della categoria superiore. Non credo che i budget della Legadue Silver siano costì distanti da quelli della Legadue Gold. Non capisco perché non dovremmo giocarci la possibilità di fare il salto di categoria».   

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