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Lucca

Patron Masi moderno filantropo da 38 anni guida il Formigine

di Luca Tronchetti
 Patron Masi moderno filantropo da 38 anni guida il Formigine

LUCCA. Ci sono storie che valgono la pena di essere raccontate e che fanno bene al cuore in un calcio dove al sentimento prevale il profitto. La bella favola del Formigine, centro di 36mila abitanti...

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LUCCA. Ci sono storie che valgono la pena di essere raccontate e che fanno bene al cuore in un calcio dove al sentimento prevale il profitto. La bella favola del Formigine, centro di 36mila abitanti in provincia di Modena, ha un nome e un cognome: Marcello Masi, classe 1939, dal 74 patron verde-blu. Il titolare della Finmasi, azienda siderurgica con interessi nel settore elettronica e alberghiero, è l’unico «azionista» del Formigine. Lui bolognese di nascita è ormai un cittadino onorario. «Spesso sul punto di mollare tutto. - dice con il tipico accento emiliano - Ma sono arrivato da queste parti nel 1961 e il calcio è diventata una passione. Mi sono fatto coinvolgere e poi sono rimasto solo. E visto che non amo fare brutte figure metto nella squadra anche troppi denari. Quanto spendiamo? Lasciam perder. Se dovessi guardare al portafogli me ne andavo prima di arrivare. Per me fare il presidente del Formigine è dare un servizio al paese. I contributi comunali sono scarsi. Ci danno un forfait, ma pago luce, acqua e gas. Gli incassi? Vengono in 200 e pagano in 50. Ma che vuole per me il calcio è un’attività sociale. Abbiamo 250 bambini tesserati a cui dobbiamo dare un pizzico di felicità». Masi un moderno filantropo? Non esageriamo. Perché nella prima squadra tranne la punta Sarnelli, classe 1983 oltre 200 partite in D, nessuno vive di calcio. L’allenatore Ferraboschi fa il poliziotto, l’ex professionista Pelatti è un assicuratore, il bomber Greco lavora in un’azienda come magazziniere, il metronomo Teocoli (quasi 300 gare in D) è responsabile della qualità in una ditta nei dintorni. «A questi livelli il calcio dev’essere vissuto come divertimento puro, gioia domenicale. - conclude il presidente - La squadra si allena alle 18,30 e il mister aspetta l’arrivo dei ragazzi che tornano dal lavoro». Domani sul neutro di Pavullo (il campo del Formigine non è omologato per l’assenza di divisori) arriva la blasonata Lucchese: «Ho parlato al telefono con il presidente rossonero Giannecchini. Mi ha fatto una bella impressione. È un entusiasta come me e gli auguro tutti il bene possibile. Domenica però non perdiamo. I ragazzi sono carichi è l’occasione che aspettano da una vita».

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