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Zanotti, è l’anno della consacrazione

Zanotti, è l’anno della consacrazione

L’ala grande dell’Arcanthea entusiasta dell’ambiente: «Affascinato dalla città»

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LUCCA. Faccia da bravo ragazzo, molto gentile, Simone Zanotti è l’ultimo arrivato in casa Arcanthea. E’ un ragazzo del 1992 che ha incontrato la pallacanestro per la prima volta in un centro estivo a Rivalta di Torino. «Rimasi incuriosito e ho voluto provare – racconta lui – non nascondo che sono sempre stato alto e questa cosa ha incuriosito qualche tecnico della zona». Così passa qualche mese e nel gennaio successivo – Simone frequenta la seconda media – si tessera per l’Oasi Laura Vicuna, la società del suo paese. Lì si mette subito in mostra e viene convocato per i primi raduni del settore squadre nazionali e a quel punto maturano i tempi per arrivare in un settore giovanile importante. «Mi avevano cercato parecchie squadre – spiega – ma alla fine Reggio Emilia era quella che mi piaceva di più. Andrea Menozzi per me era come un maestro e credo sia stata un’ottima scelta». Così con la maglia Trenkwalder Zanotti prosegue la sua crescita come giocatore, entra a far parte stabilmente nel gruppo della Nazionale ’92 e gioca due finali nazionali Under 19 da protagonista. Poi la fine del settore giovanile e la chiamata in Dna a Ruvo di Puglia in quella che lui definisce una stagione difficile terminata con la retrocessione. Tutto prima della chiamata dell’Arcanthea: «Ne ho parlato con il mio procuratore che mi ha descritto questa società come ideale per crescere – prosegue –. Poi anche coach Robeto Russo mi chiamato per spiegarmi che era interessato a lavorare con me. Io sono un’ala grande, so di avere buone mani e un discreto fondamentale in palleggio, ma so anche di dover migliorare ancora tantissimo. Sono un quattro, ma vorrei davvero diventare un tre e mezzo». E poi il suo arrivo a Lucca e nell’ambiente biancorosso: «Non ero mai stato in Toscana e non conoscevo affatto la città – conclude – sono rimasto stupito, un posto bellissimo che non è dispersivo, qui è tutto a misura d’uomo, proprio come piace a me. E il centro storico ancora intatto ma molto vivace. In poche parole un’ottima prima impressione, che è la stessa che mi sta facendo anche l’intera squadra».    

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di Redazione web