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Ricci, il sogno si avvera: presto il debutto in serie B

Ricci, il sogno si avvera: presto il debutto in serie B

LUCCA. Per sfondare nel calcio non bastano soltanto qualità tecniche e fisiche, ma ci vogliono anche costanza, dedizione e sacrificio. Ed un pizzico di fortuna. Quella che Matteo Ricci da Lucca,...

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LUCCA. Per sfondare nel calcio non bastano soltanto qualità tecniche e fisiche, ma ci vogliono anche costanza, dedizione e sacrificio. Ed un pizzico di fortuna. Quella che Matteo Ricci da Lucca, classe ‘94 ed al momento secondo portiere dell'Empoli in Serie B, ha avuto nell'incontrare 9 anni fa tecnici e dirigenti quali Fabrizio Ricci, Enrico De Pietro, Nino De Santis, Paolo Donati e Franco Esposito. Ricci era ed è tuttora responsabile della Scuola Calcio di via del Tiro a Segno a S. Anna, De Pietro, De Santis e Donati i suoi istruttori, che faticano a trovargli una collocazione in campo. Il padre del diciottenne portiere dell'Empoli racconta sorridendo: «Difficile crederlo adesso, ma mio figlio sembrava proprio negato per giocare a calcio. Da terzino non rendeva, ma ecco la svolta. L’esperimento di metterlo in porta. Come nelle partitelle tra gli amici dove il più scarso viene confinato tra i pali. Da quel momento Matteo inizia a togliersi tantissime soddisfazioni». Fabrizio Ricci gli propone allenamenti specifici del ruolo e al termine della stagione passa all'Empoli. Per permettergli di allenarsi la famiglia inizia a mettere in moto una vera e propria “catena di montaggio”. Il padre viaggia molto per lavoro, ma è un punto di riferimento, la mamma è dedita a preparare lavatrici con i vestiti fangosi. E a questa catena partecipano anche i nonni, come ricordano i genitori: «Nelle scuole calcio spetta al bimbo portare il materiale pulito e organizzare la logistica del pranzo e del viaggio. E' solo con l'aumentare della categoria che al tesserato sono garantiti i servizi di lavaggio del vestiario e l'offerta del materiale. E così nonna Francesca preparava il pentolino con il pranzo frugale che veniva portato dal nonno Pierluigi, a cui spettava il compito di andare a prendere il piccolo Matteo a scuola per portarlo direttamente ad Empoli e rincasarlo dopo due ore di allenamento». Inizialmente non è stato facile per Matteo, che all’epoca aveva 10 anni, conciliare scuola e calcio. Nonno Pierluigi, recentemente scomparso, gli dedica interi pomeriggi portando in auto libri di scuola e accelerando il ritorno a Lucca per consentire di studiare al nipote. Matteo o ricorda ancora la multa ricevuta dalla società per esser tornato da casa dopo due giorni di vacanza con un sovrappeso di due etti». L'ultima soddisfazione al Porta Elisa a giugno con il riconoscimento di miglior giocatore del torneo organizzato dal Lucca FC. In questi giorni, Matteo è al centro di una trattativa di mercato che vede un forte interesse dell'Inter. Questa estate è in ritiro con la prima squadra dell'Empoli e sta giocando nelle amichevoli. La serie A e il grande calcio darebbero un senso ai tanti sacrifici di questi anni. Con nonno Pierluigi che tifa da lassù.

Michele Citarella

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