La Lucchese di Bruni riscopre la gabbia tanto cara a Orrico
Il tecnico ha chiesto di recuperarla per gli allenamenti Serve a migliorare la tecnica e a sviluppare i riflessi
LUCCA. La Lucchese finirà in gabbia. La stessa di Corrado Orrico che ha contribuito ad alimentare il mito dell'allenatore rossonero artefice della promozione in B nel 1990. Il tecnico rossonero Luciano Bruni ha chiesto di recuperare la gabbia all'Acquedotto. Adesso è inagibile, dopo anni in stato di abbandono. La struttura è di proprietà della società rossonera che è intenzionata a rimetterla in sesto, tagliando anche l'erba alta. Entro metà del mese si dovrebbe arrivare ad un accordo col proprietario del terreno dove è posizionata la famosa gabbia per poterla utilizzare.
L'idea venne ad Orrico negli Settanta, ai tempi era alla Carrarese, ispirandosi ai gabbioni in cui giocava da ragazzo sul litorale di Livorno. E anche quando l'Omone approdò all'Inter la richiesta al patron Pellegrini non fu il ritocco dello stipendio o un grande campione, ma di costruire una gabbia alla Pinetina ad Appiano Gentile. I gabbioni erano campetti da calcio in cemento delimitati da reti per impedire che la palla andasse in mare.
«La gabbia ad affinare la tecnica, a sviluppare i riflessi, a velocizzare il gioco, a migliorare la condizione fisica perché si gioca senza un attimo di sosta, un impegno mica da ridere», disse all'epoca Orrico che è stato il primo ad utilizzarla in modo scientifico negli allenamenti. Silvio Giusti, centrocampista di quella indimenticata Lucchese, si conquistò un posto da titolare grazie ai duri allenamenti in quella struttura tanto strana quanto efficace.
A distanza di 22 anni è rispolverata da un suo ex giocatore, Luciano Bruni, guarda caso un livornese. Adesso Bruni intende utilizzarla per migliorare la tecnica e la resistenza atletica dei suoi giovanotti. Sul fronte della squadra continuano le amichevoli pre-campionato.
Stasera alle 18 ai Laghetti la Lucchese affronterà il Lammari di Fracassi. Poi di nuovo in campo sabato alle 18 a Borgo a Buggiano contro il Prato. L'occasione per vedere all'opera gli ultimi arrivati Guadalupi e Coco, che a breve firmeranno il contratto.
Ancora sotto osservazione il portiere Babbini sul quale Russo e Bruni non hanno ancora preso una decisione definitiva, visto che è un over (classe 1988) e la Lucchese tra i pali vuole schierare un giovane portiere. L'importante investimento sui giovani e gli ultimi colpi confermano la volontà di Giannecchini e soci di allestire una rosa ampia e competitiva per puntare in alto (con molti elementi duttili), con un'ossatura di esperienza. Guadalupi e Coco andranno ad aumentare il tasso tecnico del centrocampo. Se Bruni opterà per il 4-2-3-1 una ipotesi potrebbe essere Guadalupi sull'esterno con Coco a ridosso di Brega.
Nicola Nucci
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